WASHINGTON, 21 MAR - Con un convegno internazionale organizzato dall'Accademia delle scienze americana - il primo nel suo genere - lo studio dello 'stato di salute' delle opere d'arte, che vede all'avanguardia gli esperti italiani, e' stato promosso a scienza ufficiale, indispensabile per la conservazione dei capolavori. La diagnostica d'arte "sta finalmente ottenendo il dovuto riconoscimento", ha detto oggi soddisfatto a Washington il professor Maurizio Seracini di Firenze, che davanti a diverse decine studiosi di tutto il mondo ha aperto il convegno sull' esame scientifico delle opere d'arte in corso in questi giorni. Ripercorrendo le tappe del lavoro svolto per lunghi anni nell'analisi del materiale con cui e su cui le opere d'arte sono state realizzate, fino ad arrivare alla scoperta del dipinto di Leonardo 'La battaglia di Anghieri' sotto le pennellate con cui il genio rinascimentale ha poi realizzato 'L'adorazione dei Magi', Seracini si e' soffermato sulla necessita' di "non accontentarsi mai di quel che si vede". Per capire, conoscere un'opera d'arte, ha sottolineato il fondatore del centro diagnostico Editech, "e' indispensabile cercare di averne una conoscenza oggettiva", di sondarne cioe' la struttura con l'ausilio di mezzi d'indagine non invasivi, come fluorescenza della luce ultravioletta, termografia e raggi X, imparando a distinguere fra danni dei tarli e l'usura del tempo, fra infiltrazioni di umidita' e macchie dovute all'inquinamento. Una volta assodati tutti questi elementi, ha rilevato Seracini, che ha illustrato il suo lavoro anche nel corso di una serata organizzata al Tempio massonico del rito scozzese di Washington, "si puo' cominciare a dire" di conoscere un'opera, di conoscerne cioe' la natura e il processo di lavorazione, e di poter cosi' decidere non solo come ma anche se intervenire. A volte, infatti, quel che si vede a occhio nudo sembra suggerire la necessita' del restauro, necessita' che non regge pero' ad un'analisi piu' approfondita. AP