Dall'Erasmus a Torino: Christian Greco scelto tra 101 candidati «Il colloquio era andato molto bene, ma non volevo illudermi. Così, per evitare brutte sorprese, nell'ultima settimana allontanavo continuamente il pensiero che potessero chiamarmi. Alla fine non ci speravo quasi più». Christian Greco è il nuovo direttore del Museo Egizio di Torino, il più antico del mondo, fondato nel 1824, con la seconda collezione al mondo di reperti egizi dopo quello del Cairo: circa 30 mila reperti, oltre 540 mila ingressi nel 2013. La nomina è arrivata ieri mattina dal Consiglio di amministrazione, dopo un percorso abbastanza inusuale, almeno in Italia. Un bando di selezione pubblicato lo scorso ottobre, 101 candidature (italiane e no) con sette prescelti per il colloquio finale davanti alla Commissione di valutazione presieduta da Antonio Loprieno (Rettore dell'Università di Basilea) e composta anche da Davide Rampello (direttore artistico del Padiglione Zero per l'Expo Milano 2015 ed ex presidente della Triennale), Egle Micheletto (Soprintendente per i Beni archeologici del Piemonte) e Dario Disegni (in rappresentanza del Consiglio di amministrazione dell'Egizio). Sono loro che hanno scelto, all'unanimità, proprio Greco, un giovane studioso della Generazione Erasmus: trentotto anni (è nato ad Arzignano, in provincia di Vicenza, nell'aprile 1975); laurea in Lettere classiche a Pavia; Erasmus a Leida, Olanda, dove si è laureato una seconda volta in Egittologia; dottorato a Pisa. «Un giovane cervello in fuga che dopo 17 anni rientra in Italia, una storia che stringe il cuore e che sorprende anche perché Christian non ha santi in Paradiso. Un segno bellissimo per il nostro Paese e per tanti giovani» dichiara Evelina Christillin, presidente della Fondazione Museo Egizio. Che aggiunge: «È stata una sorpresa anche per me, che non ero nella commissione di valutazione. Un direttore giovane, capace, con un grande curriculum da cui ci aspettiamo grandi cose anche in vista del Nuovo Egizio che riaprirà il primo aprile 2015, un direttore che, a quanto so, ha conquistato con i suoi titoli ma soprattutto con un bellissimo colloquio finale». D'altra parte l'Erasmus è solo una piccola parte del percorso professionale di Greco che, sempre come studente Erasmus prima nel 1997 e poi nel 1998, è andato a scavare a Sabi Abyad,in Siria. Egittologo, docente all'Università di Leida e dal 2009 curatore della collezione egizia (una delle più importanti d'Europa) del Museo delle Antichità di Leida, una serie di progetti sviluppati tra Olanda, Giappone, Finlandia, Spagna e una serie di collaborazioni internazionali tra cui quella con il Louvre di Parigi, i Musei Vaticani e il Civico archeologico di Bologna. Come ha reagito il giovane Christian alla notizia della nomina? «Come un sogno che si avverava, con onore e orgoglio, perché sono contento di poter tornare dopo 17 anni in Italia, il mio Paese che ho sempre amato e che ho sempre difeso. Ma, d'altra parte, quale egittologo non vorrebbe lavorare all'Egizio di Torino?». Greco dovrebbe iniziare la propria attività a tempo pieno dopo Pasqua subentrando alla direttrice uscente, Eleni Vassilika. Due mesi, dunque, e lascerà Leida: «Sono single, sarà più facile. Quando ieri ho comunicato le mie dimissioni racconta al "Corriere" al telefono dalla città olandese sono rimasti rammaricati. Poi però mi hanno detto: così i nostri legami con Torino diventeranno ancora più stretti». Come quelli intercorsi, a fine Ottocento, tra l'egittologo Willem Pleyte e l'allora curatore dell'Egizio, Francesco Rossi. Sorpresa, onore e orgoglio a parte, Greco ha già idee molto chiare sul futuro del suo nuovo museo. Spiega: «Gli oggetti che mi hanno sempre impressionato di più? Il bronzo della Mensa isiaca e la Tomba di Kha con il suo straordinario corredo». E aggiunge: «Voglio riportarlo ancora di più al centro dell'attenzione internazionale. Ma per fare questo, non voglio puntare solo sui visitatori. I numeri, certo, sono essenziali, ma l'Egizio del futuro deve diventare ogni giorno di più un centro di ricerca e di studio. In che modo? Ad esempio, con i dottorati e con le tesi sulla collezione. Insomma, il mio nuovo Egizio non sarà solo un museo da visitare, ma una realtà scientifica». Un'idea che in Italia sembra ancora oggi fare notizia e in qualche modo sorprendere. «Non mi sembra. Posso dire di aver sempre trovato in Italia studiosi preparati, squisiti ma anche molto aperti alle novità». Tra i progetti di Greco c'è anche «quello di un percorso museale capace di mettere in relazione gli oggetti della collezione con la realtà e la storia di Torino». Dunque, ancora una volta, non più un semplice spazio espositivo. Che cosa ne pensa dello Statuario, ripensato dallo scenografo Premio Oscar, Dante Ferretti: «Di grande effetto, fantastico per una mostra, un po' meno come allestimento permanente. Lo trovo forzato e anche un po' vecchio, almeno per me che voglio far parlare prima di tutto gli oggetti». Alle nuove tecnologie Christian Greco affida infine un compito importante, quello di rimettere insieme magari con un'app «tutti quei frammenti di collezioni presenti nei musei del mondo», frammenti che Greco definisce vere e proprie «membra sparse». Ma anche quello «di riavvicinare le comunità scientifiche, per scambiarsi notizie e informazioni, a cominciare da quella del Museo del Cairo». D'altra parte da settembre l'Egizio aprirà una serie di «finestre» nei musei più importanti del mondo, da New York a Berlino a Parigi, per farsi conoscere in attesa della riapertura. In fondo, conclude Greco, «basterà un sms per far sapere a chi verrà a Milano per l'Expo che ci vorrà meno di un'ora in treno per essere davanti alla seconda collezione d'arte egizia del mondo».
Torino. Non solo museo, il mio Egizio diventerà un centro di ricerca
Il Museo Egizio di Torino ha nominato Christian Greco, un giovane studioso di 38 anni, come nuovo direttore. Greco è stato selezionato tra 101 candidati dopo un percorso di selezione pubblicato lo scorso ottobre. Ha un curriculum di studio e di ricerca di alto livello, avendo studiato all'Università di Pavia, avuto un dottorato a Pisa e avuto un'esperienza di curatore della collezione egizia del Museo delle Antichità di Leida. Greco è stato scelto all'unanimità dalla Commissione di valutazione presieduta da Antonio Loprieno. La nomina è stata annunciata ieri mattina dal Consiglio di amministrazione.
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