Progetto della consigliera Cetty Vinci che ha riportato in aula il tema della perimetrazione Visita guidata con alcuni esponenti dell'aula Vittorini di Palazzo Vermexio Consiglieri comunali e cittadini alla scoperta di tesori nascosti. In attesa che si concluda definitivamente l'iter per l'istituzione dell'Ente Parco nella zona archeologica della Neapolis, alcuni esponenti dell'aula Vittorini del Vermexio si sono dati appuntamento ieri mattina per la visita di un percorso alternativo che va dal Teatro Greco alla tomba d'Archimede. Un'idea della consigliera Cetty Vinci che per prima ha riportato in aula il tanto discusso tema della perimetrazione del Parco ARCHEOLOGICo: «Ho pensato ad un modo pratico e concreto per porre l'attenzione delle istituzioni e della cittadinanza su questi luoghi sconosciuti all'interno della Neapolis - ha spiegato Vinci - essendo beni dimenticati, ma che rientrano nella perimetrazione del Parco e che permetterebbero l'organizzazione di iniziative al suo interno volte al miglioramento dell'offerta turistica e all'incremento dell'entrate che è dimostrato che potrebbero arrivare fino a 3 milioni di euro all'anno». Il gruppo, guidato da Carlo Castello dell'associazione Guide turistiche, ha visto la presenza, tra gli altri, della consigliera Cristina Garozzo che ha «colto l'urgenza di custodire e potenziare una parte importante del nostro patrimonio a molti sconosciuto». Il tour è proceduto infatti alla scoperta di paesaggi monumentali e naturali che comprendono l'antico mulino del Galermi, le case bizantine e le antiche tombe nei pressi delle latomie del Paradiso, ma anche la grotta Salinitro, il bagno di Venere e il salotto di Apollo, per giungere fino ai piedi del secolare ficus Retusa attorniato da autentiche foglie di acanto che hanno ispirato per secoli la realizzazione di antichi capitelli corinzi. «Un percorso nuovo, insolito, alternativo, millenario, che è stato calpestato una volta sola dai siracusani, poi per sempre chiuso e dimenticato - ha raccontato Castello - e che invece permetterebbe di espandere concretamente il Parco siracusano fino a farlo diventare più grande di villa Borghese». Eleonora Vitale 16022014