I LAVORI per la ristrutturazione della cascina Linterno cominceranno a giugno, ma già fanno discutere. Discussioni in rete, petizioni online, lettere alla Soprintendenza e al Comune. Il motivo? La messa in opera di impianti elettrici, idraulici, di riscaldamento più ascensore, così com'è stata pensata, non sarebbe in linea con le normative che salvaguardano il monumento nazionale (decreto del 1999) di via fratelli Zoia la parte più antica è risalente al 1100 e più tardi vi soggiornò Francesco Petrarca. Lavori troppo invasivi, insomma. Preoccupazione condivisa dal Touring Club, dal Comitato Salvaguardia Ambiente e Cultura e da alcuni architetti e studiosi legati a Italia Nostra. «Riteniamo sia insensato restaurare senza avere chiaro la destinazione d'uso e riteniamo decisamente invadenti gli impianti tecnologici che sono previsti nella parte più antica del fabbricato, dove peraltro ci sono degli affreschi», spiegano dal Csa. Il progetto varato dal Comune e dal Politecnico di Milano e finanziato con un milione e mezzo di euro (una parte versata dalla Fondazione Cariplo) si suddivide in due parti. La prima riguarda la messa in sicurezza della parti strutturate in legno: tettoia, solai e capriate. E su quella sono tutti d'accordo. È il secondo step, quello relativo agli impianti, che fa discutere. Il recupero della cascina e dei suoi spazi aperti nelle intenzioni di Palazzo Marino è mirato all'insediamento di funzioni culturali e socio-educative: attività associative aperte alla popolazione, riattivazione del forno per il pane, esposizione di piccoli attrezzi e utensili della tradizione contadina, attività produttive e complementari all'agricoltura. Tra le altre proposte per il dopo lavori di restauro, c'è quella congiunta proprio di Csa e Touring Club: un museo interattivo tutto incentrato sul Petrarca, simile a quello di Bergamo sul Cinquecento. (m.p.)
"Un restauro invasivo per cascina Linterno la casa del Petrarca"
La ristrutturazione della cascina Linterno, un monumento nazionale risalente al 1100, sta per iniziare. I lavori, finanziati con 1,5 milioni di euro, prevedono la messa in sicurezza della parte strutturata in legno e la realizzazione di impianti elettrici, idraulici e di riscaldamento. Tuttavia, le normative sulla salvaguardia del monumento nazionale e le preoccupazioni degli addetti ai lavori e degli esperti hanno sollevato discussioni sulla presenza di impianti tecnologici nella parte più antica del fabbricato, dove ci sono affreschi.
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