TRENTO Fa discutere l'ipotesi di istituire un cda unico per i musei trentini Per Tiziano Mellarini si tratta di «un'ipotesi prematura» mentre Michele Lanziger rimette la decisione alla politica. TRENTO Favorevoli o contrari? Astenuti. Di fronte all'idea di un «cda unico per il sistema museale trentino che allochi le risorse» lanciata da Franco Bernabè al congedo dalla presidenza del Mart (Corriere del Trentino di domenica), i direttori di alcuni dei più importanti musei del Trentino nicchiano. Si allontanano da un terreno che, dicono, è esclusivamente politico. Michele Lanzinger, Franco Marzatico e Giovanni Kezich, direttori rispettivamente di Muse, Castello del Buonconsiglio e Museo degli usi e costumi della gente trentina rimangono alla finestra, perché la riflessione da fare al proposito è «di natura esclusivamente tecnica e politica». «Sono anni che si pensa a questa gestione associata osserva Kezich Ma le considerazioni in proposito spetta alla politica farle. L'importante è che di ogni museo vengano conservate la dignità istituzionale e la ragion d'essere scientifica, poi i marchingegni amministrativi per coordinare le varie istituzioni possono essere i più disparati». Insomma, il tema di un consiglio di amministrazione unico sembra non coinvolgere più di tanto il direttore del museo di San Michele, un ente «che è sempre pesato per una frazione minima sul bilancio provinciale». Ha le idee ben chiare, invece, in merito alla proposta che ha in mente di avanzare il neo-assessore provinciale alla cultura Tiziano Mellarini, quella di mettere assieme Muse e Museo degli usi e costumi: «Mi auguro che resti una proposta afferma Sarebbe una catastrofe». E il motivo è presto detto: «Al Trentino verrebbe a mancare un istituto che non ha eguali in Italia e nemmeno in Europa, che da cinquant'anni lavora per la difesa della tradizione popolare trentina, si è fatto conoscere ed è diventato punto di riferimento». Kezich non si risparmia: «Quello di San Michele è un museo che vanta un impianto scientifico di prim'ordine, dettato da un maestro della museografia moderna quale è stato Giuseppe ebesta e non un'iniziativa messa in piedi in quattro e quattr'otto per fare visitatori». Defilato anche Franco Marzatico: «Per noi rientrare nella partita del cda unico non si può a priori né rifiutare né apprezzare ammette Interessante sarebbe capire nell'operatività degli altri musei se essere riuniti in questo senso possa rappresentare un difetto, la macchina che si verrebbe a creare sarebbe più complessa». Il Castello del Buonconsiglio e la rete dei castelli a esso collegata (Beseno, Stenico, Thun) da una decina d'anni, in seguito all'entrata in vigore della legge provinciale 5 del 2000, opera senza consiglio d'amministrazione. E «con riscontri notevoli spiega Marzatico Nel senso che non abbiamo pagato lo scotto di un'assenza che sarebbe potuta diventare pesante nel momento in cui i cda diventano interpreti delle esigenze non solo di controllo da parte della politica, ma anche di sostegno degli istituti museali». Insomma, il Castello attraverso il suo comitato scientifico e grazie alle politiche di alleanza e supporto che riesce ad attuare, dialoga agevolmente con interlocutori nazionali e internazionali mantenendo il museo su livelli di eccellenza. «Ecco perché siamo defilati rispetto a questa proposta conclude il direttore La riflessione ritengo comunque debba essere di natura tecnica e politica, nell'ottica della coesistenza di un sistema complesso che ha le sue ricchezze e debolezze, per impegnarsi a migliorarlo senza deprimere quello che già esiste, funziona e ha la sua dignità». Laconico Michele Lanzinger: «Il sistema museale trentino può generare delle economie di scopo a livello di gestione integrata di servizi di tipo tecnico-amministrativo afferma La decisione di unificare i cda dei vari enti è una decisione su cui la politica ha titolo e ruolo per esprimersi».