NAPOLI La Casa del Fauno più del michelangiolesco Tondo Doni; il Tempio di Apollo più della botticelliana Nascita di Venere. E' la Pompei quella degli Scavi che conferma il suo trend, pur nelle disastrate condizioni in cui versa: dopo il Colosseo è il più visitato sito italiano; capace di surclassare la Galleria degli Uffizi o il Pantheon. Lo scorso anno gli Scavi hanno registrato 2 milioni 443 mila visitatori, certo lontani dai 4,5 milioni dell'Anfitetaro Flavio (primo sito italiano), ma con ben 568 mila visitatori in più rispetto agli Uffizi (un milione 875 mila) o alla basilica di piazza Della Rotonda (un milione 140 mila). Gli Scavi che, se sommati ai siti di Ercolano, Oplonti e Stabia raggiungerebbero i 2 milioni 887 mila visite lo scorso anno sono riusciti a entrare nella scia del ''periodo d'oro", il 2007, allorquando si staccarono 2 milioni 571 mila biglietti (il 2006 andò un po' meno bene, ma sempre boom fu, con 2 milioni 569 mila visite). Una ripresa, quella del 2013, che forse intercetta le previsioni (forecast, dicono gli analisti)di una crescita della domanda di turismo legata ai siti archeologici. Per quest'anno Euromonitor International prospetta a livello nazionale «un aumento di visitatori dell'ordine di 9 milioni 492 mila unità»; declinate da oggi e fino al 2017 i possibili ''acquirenti" potrebbero essere 10 milioni 541 mila unità. Insomma, un cavallo lanciato al galoppo anche grazie alla tecnologia, afferma Euromonitor, secondo la quale «proprio nel 2012 diverse attrazioni turistiche italiane hanno sviluppato modernissime applicazioni informatiche per indirizzare nuovi gruppi di consumatori». Pompei certamente cammina sulle gambe della propria storia millenaria, ma se un'app per iOs o Android aiuta, è meglio. E' il caso dell'applicazione Le ultime 24 ore di Pompei, messa a punto dal Museo di storia naturale di Denver. Ancora di più farà Hollywood; dopodomani arriverà nelle sale napoletane Pompei, il colossal di Paul Anderson, dove l'eruzione dello sterminator Vesevo, nel 79 dopo Cristo grazie a computergraphic ed effetti particellari non sarà mai stata così reale. Denver, Hollywood; che sono infinitamente più lontane di Roma. Come a chiedersi: perché gli stranieri riescano a mettere le mani (e a guadagnarci) nei nostri giacimenti culturali, e noi no? E li abbiamo fuori dall'uscio.