Le richieste di 31 Comuni: nuovi edifici per 1 milione di metri quadri La modifica del Piano territoriale di coordinamento sarà l'ultimo atto urbanistico della Provincia. I desiderata dei Comuni sono già in via Tasso: destinazioni d'uso da modificare per 1 milione di metri quadrati, corrispondenti a nuove edificazioni. Al Consiglio provinciale l'ultima parola. Nicchiano tutti, o quasi. Di fronte ai numeri, nero su bianco, che le amministrazioni comunali hanno presentato in Provincia per chiedere di modificare la destinazione d'uso di alcune aree, i sindaci preferiscono non entrare troppo nel merito. Qualcuno parla di «errori materiali dei precedenti strumenti urbanistici», qualcun altro si definisce «non cementificatore», svicolando però sulle cifre. Sta di fatto che sul sito internet di Via Tasso sono già state pubblicate le richieste di 23 enti locali bergamaschi per un totale di 1 milione e 110 mila metri quadrati di aree non ancora utilizzate e da utilizzare, con nuove case o capannoni. Ma l'elenco non è finito: non sono ancora pubbliche, infatti, le istanze di otto Comuni (in tutto si arriverà a 31 enti locali) che potrebbero far lievitare il conto finale. Il riferimento, però, non è ai semplici piani di governo del territorio. Le richieste dei Comuni riguardano il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale approvato nel 2004 dal Consiglio di Via Tasso. Il Ptcp aveva congelato decine di aree: ad esempio fasce di territorio vicine al tracciato di nuove infrastrutture, una delle quali adesso esiste già, la Brebemi, oppure ampie zone vicino a torrenti o aree agricole di pregio. Tutte previsioni che ora possono essere riviste con la variante allo stesso Piano Territoriale, impostata dalla Provincia. L'Amministrazione di Via Tasso ha incassato le 31 richieste arrivate da altrettanti Comuni, ma deve ancora valutarle in via definitiva: ogni singolo parere potrebbe essere reso noto entro un paio di settimane. Per la Provincia di Bergamo sarà l'ultimo atto rilevante in materia urbanistica e di pianificazione territoriale. Sull'indirizzo che verrà dato ai singoli enti locali dall'assessore Silvia Lanzani e dai suoi tecnici, non emergono molte indiscrezioni. I nodi da sciogliere, però, non sono pochi. Il Comune di Antegnate, ad esempio, prevede la «creazione di nuove aree di espansione residenziale, produttiva e terziaria» per 127 mila metri quadrati, in due comparti diversi. È l'effetto della Brebemi, in un paese dove è già sorto un centro commerciale? Il sindaco Andrea Lanzini al momento giura di no: «C'erano delle ampie fasce di rispetto relative all'autostrada, aree che partivano dal tracciato e arrivavano a ridosso del paese, sulle quali non si poteva fare nulla. Non credo proprio che andremo a costruire, però vediamo quel che deciderà la Provincia». Tema delicato, quello del territorio che affianca il tracciato dell'autostrada Brebemi, anche se al momento non sembra esserci ancora un esplosione di richieste per nuovi insediamenti sul territorio. Le novità, anche partendo da lontano, sono poche: i centri commerciali ad Antegnate e Cortenuova erano probabilmente nati in vista della direttissima, la logistica della Kuehne Nagel si era trasferita a Brignano già nel 2005, e l'Italtrans è pronta a insediarsi a Calcio. Mentre la Vitali spa è ancora in attesa che si blocchi la situazione per un'area di circa 100 mila metri quadrati a Cividate al Piano. L'euforia, sulle infrastrutture, è altalenante, spesso schizofrenica: a Brembate, ad esempio, il Comune si prepara addirittura alla futuribile (e non futura, perché la copertura finanziaria non c'è ancora) autostrada Pedemontana, che avrà il suo primo casello al confine con Osio Sotto, nei pressi della rotatoria di Zingonia. Circa 62 mila metri quadrati di nuovi capannoni. Sotto il Monte, che ha già subìto (e creato) una forte crescita demografica tra il 2000 e il 2010, prevede invece nuove case per 42 mila metri quadrati. «Sono tutte richieste presentate alla Provincia che stanno passando nel più assoluto silenzio commenta l'ex sindaco di Boltiere Giovanni Testa, esponente degli Eco-Dem, ecologisti nel Partito Democratico . Tutto il mondo politico, maggioranza e opposizione, sta parlando di "cibo ed energia per il pianeta", ovvero del tema portante dell'Expo 2015, ma nessuno ha ancora avuto il coraggio, con forza, di porre un modello di "consumo zero" di suolo al centro delle politiche urbanistiche. Così deve essere perché quel che c'è basta già. Senza dimenticare che tutte le previsioni attuali sono basate sui dati di consumo di suolo del 2007: ma se le statistiche sono rimaste ferme non si può dire altrettanto dello sfruttamento del territorio da parte dei comuni, che negli ultimi anni è proseguito in modo evidente». «Ogni Comune ha presentato la sua richiesta e siamo di fronte a un elenco ben preciso commenta l'assessore provinciale alla Pianificazione Territoriale, Silvia Lanzani . Da parte nostra c'è in corso l'istruttoria, siamo andati di persona a vedere, sul territorio, la situazione di alcune aree. È chiaro che tutto va valutato , affinché le scelte di un Comune non abbiano ricadute sul resto del territorio. Non c'è nessuna intenzione di aprire le porte alla cementificazione». Un milione e 300 mila metri quadrati circa. Per 370 mila la richiesta sarà probabilmente approvata: si tratta del Comune di Mozzanica che chiede di tutelare tutta l'area agricola attorno ai suoi due fontanili. Sul resto incombe l'ombra del cemento. La penultima parola spetta all'assessore, l'ultima al Consiglio provinciale.