Le sei storiche panchine della "Palla" sono tornate all'originale splendore, grazie al contributo della Renco e alle abili mani dei suoi artigiani restauratori. Guarda le foto Pesaro, 6 febbraio 2014 - I "Leoni alati" tornano a ruggire fieri in piazzale della Libertà. Quelli su cui da piccoli amavamo tutti cavalcare. Dopo anni di degrado e mortificazione, oggi sono tornati all'originale splendore, grazie al contributo della Renco e alle abili mani dei suoi artigiani restauratori. Le sei storiche panchine della «Palla» sono diventate anche più comode, perché adeguate alle esigenze ergonomiche, e ora si alternano con le otto recentemente reinterpretate in chiave moderna, per offrire ristoro in contemplazione del mare. Per festeggiarne il loro ritorno ieri il sindaco ha riunito alla Palla tutti coloro che hanno partecipato al restauro. A partire dal presidente di Renco, Giovanni Gasparini, che ha finanziato i lavori. E insieme a lui c'erano anche Paolo Mercantini, che ha coordinato le operazioni, Alessandro Marchi per la Soprintendenza, la consulente storica Roberta Martufi e la progettista restauratrice Giovanna Macchi. L'IDEA di riportarle a originario splendore fu di Sergio Cesari (fratello dello scenografo che vinse l'Oscar, Bruno) artefice anche dello spostamento della statua di Pasqualon. A ricordarlo è stato proprio il sindaco Luca Ceriscioli, che ha voluto così dare merito al pesarese da anni residente in Canada. «E' stato un grande onore per me partecipare al restauro ha dichiarato il giovane presidente della Renco, Giovanni Gasparini, che ha portato a termine un progetto avviato dal papà con il recupero di Villa Molaroni e del Museo del mare, e poi proseguito da Antonio Passeri. La Renco è conosciuta più all'estero che in città. A volte i pesaresi non sanno neanche quello che facciamo, in questo modo abbiamo voluto lasciare un contributo per riqualificare un'area così emblematica». La storia dei leoni alati è stata ricostruita dall'architetto Roberta Martufi, che ha recuperato molte curiosità e indiscrezioni su come le opere del professor Leonardo Ricci sono arrivate da Monteciccardo fino a Pesaro. Una ricostruzione che si tradurrà in una pubblicazione presto alle stampe. Francesca Pedini