Torna a Messina la Notte della Cultura, e si fa monografica. Le prime quattro edizioni si sono svolte dal 2009 al 2012, ebbero un gran successo, ma poi la città fu commissariata. Quest'anno, invece, l'evento non solo torna, ma triplica: la prima Notte è naturalmente di sabato, il 15 febbraio. Un omaggio ad Antonello da Messina nell'anniversario della morte del pittore che porta il nome della città nel mondo. In una serie di eventi, tra concerti, letture, conferenze e allestimenti, si indagherà la figura del grande maestro e si scopriranno i suoi luoghi. Dall'antica via dei Monasteri, oggi via XXIV Maggio, al quartiere dei Sicofanti, sede della casa e della bottega di Antonello, un "Itinerario Antonelliano" che coprirà palazzi e luoghi cittadini che per una notte lo vedranno protagonista. "Il coinvolgimento della nostra città in occasione di simili iniziative - ha sottolineato il sindaco Renato Accorinti - consente l'arricchimento e la crescita culturale che rappresentano un aspetto fondamentale, per dare un'ulteriore spinta al cambiamento di Messina. Come Amministrazione comunale ci occupiamo di tante questioni delicate ed occupazionali, ma l'organizzazione di eventi culturali rientra nella logica fondamentale del rilancio del nostro territorio". L'assessore alla cultura Tonino Perna ha evidenziato: "La scelta di dare il via alle Notti della Cultura con un omaggio ad Antonello, non è casuale, in quanto si tratta dell'artista messinese più conosciuto al mondo. Antonello da Messina (1430-1479), nasce come Antonello di Giovanni d'Antonio, ma firmò sempre le opere aggiungendo il nome della sua città per orgoglio di appartenenza. Il Regno tardo-medievale di Napoli comprende anche la Sicilia, ed è in questo clima di transizione culturale che avviene per lui il passaggio al Rinascimento. Antonello da Messina impara l'arte della pittura ad olio e si afferma come uno dei pittori più brillanti del Quattrocento. Le sue composizioni sono fantasiose, con influenze francesi e fiamminghe. Fu probabilmente apprendista a Napoli, ed è qui che ha la possibilità di vedere i dipinti di artisti fiamminghi e provenzali. Venezia è la città che lo accoglie dal 1475 al 1476, dove è documentato uno scambio con Giovanni Bellini, il grande maestro rinascimentale della Serenissima. Antonello tornerà poi in Sicilia dove rimarrà per il resto della vita, dipingendo opere di carattere religioso, ma dense di umanità, e i bellissimi ritratti che secondo alcuni storici dell'arte potrebbero aver suggerito a Caravaggio di virare verso una pittura più terrena. Antonello sa affrontare una gamma straordinaria di espressioni facciali, i volti che rappresenta hanno sguardi intensi, accennano a sorrisi, cercano la complicità con lo spettatore e infondono stupore e mistero. In questo senso la pittura di Antonello da Messina non ha frontiere, la capacità di comprendere e fare sue altre tradizioni, altre scuole, permette confronti con protagonisti del periodo anche geograficamente lontani, e i suoi capolavori si trovano ora nelle più importanti gallerie e musei del mondo. "Antonello da Messina è un punto d'arrivo fondamentale per la pittura moderna del Quattrocento ed è punto di raccordo per l'Italia meridionale e il resto del mondo. Quindi, punto di contatto tra nord e sud, capace di produrre una soluzione personalissima che porterà molto lontano". Ribadisce, il professore emerito Ferdinando Bologna, nel definire il grande maestro siciliano. Le altre due Notti della cultura saranno dedicate alle comunità di stranieri presenti a Messina e alle bellezze naturali dello Stretto tra fortificazioni, torri e castelli.