Il gruppo romano punta a trasformare il maniero in un albergo esclusivo BRINDISI Al Castello Alfonsino di Brindisi, costruito nel XV secolo, è interessato il gruppo Caltagirone Spa. I primi contatti con l'amministrazione comunale, che alla Soprintendenza per i beni monumentali ha presentato un progetto di riqualificazione in cui è previsto un investimento dei privati, sono già avvenuti nei giorni scorsi. Il gruppo di cui è presidente Francesco Gaetano Caltagirone dovrebbe partecipare alla manifestazione d'interesse internazionale che stanno preparando a Palazzo di città. Dopo l'interesse del gruppo alberghiero Sheraton, che un anno fa aveva chiesto di acquisire Forte a mare per creare una struttura alberghiera, anche la volontà di Caltagirone è quella di realizzare una struttura turistico-ricettiva nell'opera a corno, lasciando il castello libero e fruibile ai turisti. L'amministrazione comunale, come ha spiegato lo stesso sindaco Mimmo Consales, ha chiesto alla Soprintendenza (proprietaria del bene) di esprimersi sulla progettazione: nei prossimi sei mesi sono stati calendarizzati quattro incontri, come prevede l'iter, prima di giungere ad una gara internazionale. Di fatto, il Comune non ha alcun titolo né a pretendere l'acquisizione, perché il castello non è inserito nella lista dei beni dello Stato che rientrano nella legge sul federalismo demaniale, né a spendere denaro per la sua manutenzione. Per restaurarlo, pulirlo e metterlo in sicurezza, occorrono almeno 3 milioni di euro: oggi il maniero dell'Isola di Sant'Andrea si trova nel degrado, è stato devastato da vandali e ladri e la Soprintendenza lo ha anche dichiarato inagibile. Dal 1984, anno in cui la Marina militare ha passato la proprietà dell'immobile alla Soprintendenza per i beni monumentali, sono stati spesi pochi soldi per garantirne la pulizia e, in poco tempo, a causa della mancanza di guardiania è stato completamente distrutto l'impianto di illuminazione artistica realizzato da Enel Sole nel 2008, in occasione della visita pastorale di Benedetto XVI. Persino tutti i cavi di rame sono stati trafugati. Pochi giorni fa, però, alcuni dirigenti della società per azioni Caltagirone hanno contattato l'amministrazione comunale. Il gruppo, attraverso la società Acqua Pia Antica Marcia, ha già eseguito operazioni di questo tipo acquistando dal Banco di Sicilia alcune strutture alberghiere di lusso a Palermo, Catania e Taormina, ed anche a Venezia. Un anno fa anche Sheraton aveva espresso lo stesso interesse; ora, insieme ad un grosso gruppo alberghiero milanese, dovranno misurarsi in una gara internazionale.