«Centro storico, progetti offensivi» NAPOLI - Un rumore sordo, uno stucco storico crolla sulla scalinata. Galleria Umberto, il simbolo di Napoli. Splendida ma nel degrado più totale. Ieri mattina da uno degli archi che si affacciano sul teatro San Carlo sono caduti due pezzi del bassorilievo che decora l'arcata. Poteva andare peggio, si dirà. Il problema è che non doveva proprio andare. Non è la prima volta che da una delle facciate della Galleria va giù un pezzo di decorazione. E malgrado questo mai nessun intervento. In un monumento regno degli ambulanti di giorno e delle corse di motorini e delle partite di pallone di notte. Marmi spezzati, pavimentazione sfondata, decori incrinati. E' la storia. Ieri mattina i pezzi di bassorilievo sono stati raccolti dai vigili urbani e consegnati alla Soprintendenza. E la Galleria ora diventa simbolo di un centro storico che cade a pezzi dove i soldi arrivati dall'Unione europea faranno partire, con enormi ritardi, cantieri che non prevedono restauri. Ma trasformazioni sì. Come quella dell'Ospedale della Pace che diventerà un centro di benessere. «Un'offesa all'arte e alla storia», denunciano i comitati. Un luogo dove l'anno scorso con grande superficialità è stato tagliato un glicine del Seicento. L'ira dei cittadini e delle associazioni è al culmine. «Questo ennesimo crollo avvenuto alla Galleria Umberto rimarca la pessima tenuta del patrimonio monumentale della nostra città. E' veramente difficile spiegare i criteri con cui i nostri amministratori spenderanno i fondi europei». La polemica è di Antonio Pariante presidente del Comitato Portosalvo, leader delle associazioni del centro storico. «Con i quattro progetti già varati, si metteranno a posto con cifre blu chiese come i Girolamini, Santa Maria della Colonna, della Scorziata e dei Santi Cosma e Damiano che si trovano ai limiti della rovina. Ma non si capisce però la spesa per il restyling del Duomo, cinque milioni e mezzo, della Pietrasanta, un milione e tre, e luoghi come il Complesso monumentale di Santa Maria della Pace e l'annesso Ospedale per il quale si spenderanno ben sette milioni per trasformarlo in un centro benessere». La rivolta è già stata organizzata: cittadini, associazioni e comitati civici manifesteranno martedì prossimo alle 11 con un sit-in proprio davanti all'Ospedale della Pace. «Perché dietro ai progetti per la riqualificazione dei Decumani - continua Pariante - si stanno insinuando, e nemmeno velatamente, delle minacciose idee che rischiano di compromettere e di alterare seriamente le straordinarie caratteristiche storiche, artistiche e monumentali della nostra città riconosciute dall'Unesco come Patrimonio Mondiale dell'Umanità». Rabbia anche da parte degli architetti. Che reagiscono immediatamente alla notizia del crollo in Galleria con le parole del presidente Salvatore Visone. «Quello che è successo ci fa capire - spiega - come i lavori di restauro relativi ai lotti individuati per il centro storico debbano coinvolgere le associazioni di categoria e gli ordini professionali perché è evidente che non è più possibile continuare a escludere gli addetti ai lavori se si vuole evitare che ripetano episodi come quello del crollo di stamattina». Visone tra l'altro ricorda come la sentenza del Consiglio di Stato dello scorso mese affermi in via definitiva che per gli immobili di interesse storico e artistico «le prestazioni professionali inerenti il restauro siano di competenza degli architetti, soprattutto per i progetti. «Non è più accettabile - continua - che progetti di elevatissimo impatto internazionale vengano affidati senza l'evidenza di concorsi di progettazione e restauro e senza la verifica dei requisiti professionali, tecnico-economici e prestazionali».