Si preannuncia un voto bipartisan per il ridisegno della Fondazione Brescia Musei. Il vicesindaco Laura Castelletti se lo augura e stando alla commissione cultura di ieri le condizioni ci sono tutte. Lo schema è ormai noto. Gli obiettivi dell'operazione sono intercettare risorse private e favorire una regia unitaria dell'intero patrimonio di Brescia. Per questo anche il Castello finirà tra i beni gestiti dalla Fondazione. Il nuovo statuto prevede poi una governance a tre livelli: il consiglio direttivo di 7 membri (potrà arrivare a 9 con l'ingresso di nuovi soci finanziatori); il comitato scientifico, organo consultivo a geometria variabile; il direttore-manager che riunirà in una sola figura i compiti ora in capo al direttore artistico di Brescia Musei e il direttore dei Civici Musei. Consiglio e comitato saranno a titolo gratuito, il direttore avrà invece un congruo compenso. Questa è l'impostazione elaborata da Castelletti e dal direttore generale Alessandro Triboldi. «Ma siamo pronti ad accogliere suggerimenti» ha precisato il vicesindaco. Anche perché alcune scelte, come la valorizzazione del Castello, possono contare sul lavoro già fatto dalla passata amministrazione. Tant'è che dalle opposizioni è arrivato un generale apprezzamento, con alcune «sollecitazioni» e «richieste»: un maggiore riferimento alla ricerca nel nuovo statuto (Giorgio Maione, Fi); il criterio dell'esperienza nella scelta del direttore-manager (Nini Ferrari, Civica X Brescia); un'attenzione non solo culturale ma anche urbanistica al Castello (Paola Vilardi, Fi); lo stimolo a valorizzare il patrimonio cittadino, evitando grandi mostre (Nicola Gallizioli, Lega); l'invito alla massima trasparenza nella scelta del direttore (Francesco Onofri). Tutte questioni di cui Castelletti si farà carico e che dovrebbero trovar posto in un suo maxi emendamento da votare nel consiglio comunale di domani, in modo che vi possa essere il sì di tutti (ieri le opposizioni si sono astenute). Quanto ai tempi, a marzo è previsto il rinnovo delle cariche. Il direttore verrà scelto tramite avviso pubblico per raccogliere le candidature. Sarà poi nominato dal presidente del direttivo, sentito il consiglio e i soci fondatori. Con questa nuova configurazione, va detto, Brescia Musei sarà strutturata al meglio per la gara che la attende nel 2015: la gestione del patrimonio museale cittadino, da Santa Giulia al Museo delle Armi, scadrà infatti il 7 giugno del prossimo anno. Non potrà più darsi un affidamento diretto, ma servirà una procedura ad evidenza pubblica, dove si potranno presentare anche altri soggetti.