VOLTERRA (Pisa) È una guerra, quella di Volterra. Contro le frane, «ne ho 46 su un territorio di 252 chilometri quadrati, un bollettino di guerra» racconta il sindaco Marco Buselli. Una guerra contro il tempo, per mettere in sicurezza il muro medievale caduto venerdì scorso ed evitare che anche le case, che poggiano sul vuoto, abbiano danni. Ma è anche una guerra contro il vento: il libeccio che spazza Volterra ha portato via i teloni di protezione dalla pioggia sul muro crollato, uno è volato sul tetto delle case. Un altro sventola, con colpi di frusta. Il vento porta secchiate d'acqua e disturba i tecnici arrivati da Belluno impegnati a stendere una nuova protezione: bloccano i tiranti, ma il nuovo telone, più pesante, a tratti fa vela e li solleva. Attimi di paura. L'ultima coda dell'emergenza maltempo che ha provocato il disastro delle mura sono altri due smottamenti (8 metri di muro a secco vicino al Teatro Romano, un avvallamento in via di Sotto), la caduta di un albero e due frane sulla Volterrana a Molin d'Ema e a San Cipriano. Per precauzione, sono stati chiusi il liceo scientifico nei pressi del muro, l'asilo e le elementari di Saline. È una guerra con poche armi: non ci sono soldi per riparare e mettere in sicurezza un territorio delicatissimo. Pure una crepa, nella piazza Martiri della Libertà, si è allargata. Mentre il sindaco era a Pisa dal prefetto Franco Gabrielli, a Volterra tecnici e soprintendenza stavano studiando come mettere in sicurezza il fronte del crollo: ma il temporale ha fermato i lavori. Se tutto va bene (l'allarme è ancora da bollino rosso), partiranno oggi, con pali e tiranti. Poi, si procederà a recuperare le pietre per ricostruire. Un intervento da 1,2 milioni di euro (forse di più) «che un Comune da 11 mila abitanti non può permettersi» spiega il sindaco. Anche per questo motivo, giovedì a Milano Buselli, assieme alla Regione e al consorzio turistico lanceranno l'appello «Volterra, una finestra sul futuro, salviamo le mura di Volterra». E il 21 febbraio, Unicoop Firenze terrà la sua «cena Galeotta», nel carcere di Volterra, per raccogliere fondi. È una guerra fatta anche di genieri, come il dipartimento di Scienze della terra dell'Università di Firenze diretto dal professor Nicola Casagli, che da oggi controllerà «il fronte ovest delle mura, quello crollato, con radar e satelliti: lo stesso sistema usato per la Concordia» spiega. L'emergenza resta alta: «Il terreno è zuppo, non riceve più» comunicano al sindaco. Fortunatamente, l'Era regge, «il Consorzio di bonifica ha pulito gli argini, ora non ci sono problemi». In serata, i tecnici arrivati da Belluno riescono a fissare il telone. Anche a loro, abituati a interventi di ingegneria alpina, il libeccio fa impressione. E continua a piovere. Il torrente Cecina fa paura. Sarà una notte in bianco.
La grande paura di Volterra. In guerra, anche col vento
Il comune di Volterra, in Toscana, sta affrontando una guerra contro le frane e il vento dopo il crollo del muro medievale venerdì scorso. Il sindaco Marco Buselli ha annunciato che ci sono 46 frane su un territorio di 252 chilometri quadrati. I tecnici stanno lavorando per mettere in sicurezza il muro con teloni di protezione, ma il vento e la pioggia rendono i lavori difficili. Il Comune non ha i fondi per riparare il muro e ha richiesto aiuto per raccogliere fondi. Il dipartimento di Scienze della terra dell'Università di Firenze sta monitorando il fronte ovest delle mura con radar e satelliti.
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