VERONA Verso Monet, una mostra da record: 211 mila biglietti staccati. E un bilancio che soddisfa pienamente anche il sindaco Tosi: «Obiettivo centrato. Altri eventi come questo? Noi disponibili, ma ora si muovano anche le categorie». Non tutti sono d'accordo, però: il fronte dei critici sottolinea la natura effimera di questo evento. VERONA Le hanno aspettate, le hanno conosciute, si sono informati sulla loro storia, ne hanno portato a casa i ricordi. È sembrato un incontro fra persone quello instauratosi tra il pubblico e le opere esposte alla mostra «Verso Monet», che sabato ha chiuso con numeri da record, in Gran Guardia: l'ultimo biglietto staccato ha segnato quota 211.315. E forse è proprio questo uno dei segreti del successo dell'evento: il rapporto coltivato con i suoi fruitori, una lezione collettiva di cui si sono impossessati migliaia di studenti e di turisti che hanno battuto piccole pigrizie (noleggiando, ad esempio, le audioguide: in 42.511 hanno ascoltato il percorso guidato da un'ora e mezza; o comprando il catalogo: 13mila le copie vendute) e affrontato le lunghe code all'ingresso. «Tutto questo testimonia una volontà precisa, da parte del pubblico, di voler intraprendere una visita consapevole e di affiancarci una riflessione che duri oltre - spiega il curatore ed organizzatore Marco Goldin -. Come ho già detto, c'è voglia di cultura, siamo di fronte a visitatori attenti. Un pubblico di appassionati che siamo riusciti a creare con tali eventi». Il secondo segreto di una ricetta ormai collaudata è presto detto: la bella mostra si è tenuta in una bella città. La qualità della prima e la dote della seconda si sono valorizzate a vicenda. Soddisfazione viene espressa da più parti: «Il bilancio assolutamente positivo della mostra, con un numero di visitatori addirittura superiori alle aspettative, ci dimostra che la scelta dell'amministrazione comunale di promuovere grandi progetti espositivi per sostenere il turismo andava nella giusta direzione», spiega il sindaco Flavio Tosi, mentre ringrazia la Fondazione Cariverona «che ancora una volta ha dimostrato la propria vicinanza alla cultura e all'economia della città, e senza il cui fondamentale sostegno oggi non potremmo festeggiare questo successo». Su Goldin, ormai conosciuto come l'uomo delle grandi mostre, il primo cittadino spiega: «È una persona che ha dimostrato grandi qualità e sulla quale siamo felici di aver creduto». Nessuna anticipazione a chi incalza domande sulla prossima collaborazione con Linea d'Ombra per la realizzazione di nuovi progetti culturali: «L'amministrazione comunale è pronta a valutare tutte le possibilità per ripetere un'iniziativa di successo come questa - spiega Tosi -, le cui ricadute positive sul territorio sono ben maggiori rispetto agli investimenti iniziali. L'auspicio è che, insieme alla Fondazione Cariverona, anche le categorie economiche cittadine contribuiscano, con la realizzazione di mostre ed eventi, a promuovere la cultura e il turismo nel periodo invernale». Un po' di numeri: la media giornaliera di visitatori, in questi 106 giorni, è stata sulle duemila presenze quotidiane, con un picco nella giornata dell'8 febbraio, dove si è registrato un boom di biglietti, ben 5110 (la settimana con più visite è quella fra il 3 e il 9 febbraio: 24.155 ingressi). Per quanto riguarda la tipologia del pubblico, il 70 per cento dei visitatori risulta composto da privati (140mila), il 18 per cento da gruppi e il 12 per cento da scuole (quasi 25mila studenti). Il 23 per cento dei visitatori è di Verona o provincia, a seguire Bologna (5 per cento), Milano (4 per cento). «Noi, che abbiamo seguito in modo particolare i visitatori provenienti dalla scuola, siamo particolarmente contenti che un così elevato numero di studenti, con ingressi agevolati, abbia potuto ammirare i capolavori pittorici esposti in Gran Guardia - spiega il direttore generale della Fondazione Cariverona Fausto Sinagra, accanto a Romano Artoni di Unicredit - a dimostrazione che l'investimento di Fondazione Cariverona ha contribuito a promuovere non solo la cultura ma anche l'istruzione, la formazione e l'educazione, come da statuto».