VENEZIA Sarà l'Autorità portuale a sviluppare i progetti delle alternative al passaggio delle navi davanti San Marco. Oltre al piano per il canale Contorta-Sant'Angelo farà i disegni del terminal crocieristico off shore proposto dall'ex viceministro Cesare De Piccoli, del transito dietro alla Giudecca su cui ha puntato Scelta Civica e Vtp, e della nuova Marittima a Marghera idea del sindaco Giorgio Orsoni. Nel frattempo l'attuale fase di incertezza sta mettendo a rischio la permanenza degli armatori in laguna. Ne è prova l'addio della Msc Preziosa e la sospensione di tutti i contratti per il 2015 e il 2015 delle compagnie di crociera. VENEZIA Punta sul canale Contorta-Sant'Angelo, ma svilupperà anche le altre alternative al passaggio davanti San Marco. Sarà il Porto infatti a fare i progetti del terminal crocieristico off shore proposto dall'ex viceministro Cesare De Piccoli, del transito dietro alla Giudecca su cui ha puntato Scelta Civica e Vtp, e della nuova Marittima a Marghera idea del sindaco Giorgio Orsoni. Del resto confrontare soluzioni «a prescindere dallo stato di avanzamento progettuale» come votato nell'ordine del giorno dal Senato, sembrava un iter tutt'altro che di garanzia rispetto a una seria valutazione. Progetto avanzato da una parte (Contorta), poco più di un'idea dall'altra (il resto delle alternative): anche il sindaco aveva espresso le proprie perplessità per una simile procedura tanto che l'Autorità portuale è stata chiamata a mettere tutte le soluzioni sullo stesso piano. Poi toccherà ad altri comparare i vari scenari sulla compatibilità ambientale, la rapidità di esecuzione, su flessibilità, gradualità, reversibilità, sull'impatto economico nella fase transitoria per la crocieristica, sull'entità delle risorse da impiegare e sulla sostenibilità economica. Tutte valutazioni (e comparazioni) che lo stesso presidente Paolo Costa aveva fatto a suo tempo prima di proporre lo scavo del canale Contorta-Sant'Angelo come soluzione migliore per la crocieristica ma anche per l'assetto morfologico della laguna. Nel frattempo l'attuale fase di incertezza sta mettendo a rischio la permanenza degli armatori in laguna. Ne è prova l'addio della Msc Preziosa (che dal prossimo anno andrà a Genova anzichè a Venezia) ma anche la sospensione di tutti i contratti relativi agli anni 2015 e 2016 delle compagnie di crociera. Significa che gli armatori sono ancora in stand by, ma non lo potranno stare ancora per molto. Il termine ultime sembra essere il Seatrade Cruise Shipping Convention di Miami che comincerà in Florida il 10 marzo. Sarà in quell'occasione che lo compagnie, a fronte delle risposte veneziane, decideranno cosa fare per i prossimi anni. Il problema è che i tempi fissati dal Senato non sono compatibili con quelli degli armatori, se prima di avere la scelta dell'alternativa a San Marco dovranno passare almeno quattro mesi (30 giorni per avviare la valutazione dei progetti e 90 per concluderle). E resta quella che gli operatori vedono come «la spada di Damocle» dell'ordinanza della Capitaneria di porto che quest'anno riduce di 100 i passaggi in Bacino e il prossimo limita gli arrivi alle navi fino a 96 mila tonnellate. Per questo la Bassani Spa e i Rimorchiatori riuniti Panfido hanno presentato ricorso al Tar (dopo Vtp e Comitato Cruise Venice) contro l'ordinanza che «mette in ginocchio il comparto della crocieristica».