Il recente accordo fra la Laba (Libera accademia di belle arti) della nostra città e la Fiat per una ricerca triennale intorno al design di una car-city elettrica, un'auto da città a impatto ambientale zero, va salutato come la conferma di una nuova possibile vocazione della città terziaria e come un possibile spazio innovativo della Brescia per giovani. Alla Laba verranno impegnati nei colloqui, nei seminari e nei test, già avviati con i responsabili Fiat e i docenti dell'accademia, un centinaio di giovani. È un salto ovviamente della didattica, un modello alternativo già sperimentato nei contratti con altre realtà produttive, sviluppato in modo massiccio dall'Accademia Santa Giulia con il design della moda, e che rappresenta un passo avanti rispetto alla tradizionale ricerca scientifica universitaria che resta certo, per Medicina, Ingegneria, Matematica, Storia, la base prestigiosa del sapere universitario. Ma la novità è l'immissione diretta nel mondo produttivo, la rapidità di travaso fra la ricerca e la sua applicazione, è l'indizio probatorio della diffusione di laboratori per start up, per imprese individuali che operano nella Rete, nella foto digitale, nel web design ed in tutte le migliaia di applicazioni inventive e innovative che la Rete sollecita e consente. È un fenomeno destinato anche a mutare i corsi di laurea e insegnamento delle facoltà umanistiche e che consentirà alle università che per prime avranno il coraggio di cambiare indirizzo, di divenire attrattive sul piano nazionale e internazionale. Negli ultimi diciotto mesi gli organismi internazionali che si occupano di economia della cultura hanno riclassificato il mondo della imprese culturali e creative (Icc) in un modello di cerchi concentrici. Nel primo si concentra il core delle arti creative: arte, spettacolo, letteratura, musica. Nel secondo biblioteche, film, musei. Nel terzo editoria, discografia, televisione, radio, videogiochi. Nell'ultimo cerchio sono le imprese correlate alla precedenti in modo funzionale: design di ogni settore, dall'architettura agli arredi pubblici e privati, dai servizi sul web a quelli per la moda, la pubblicità, le culture materiali, la segnaletica, gli oggetti, i marchi, ecc. Ma tutti i modelli elaborati per includere nelle imprese culturali questi servizi del futuro, sono d'accordo nell'affermare che le idee creative nascono dalla spinta dei due cerchi centrali e si diffondono come «onde concentriche» verso gli altri due, verso l'esterno. In parole povere è solo potenziando le forme tradizionali di cultura che si sviluppano anche le nuove arti commerciali del design e del web. Ed è solo corroborando la vita culturale della città che la città può diventare attrattiva, sede di quell'universo promettente di energie innovative di cui Brescia mostra fuochi accesi e indizi interessanti. Sono segnalazioni che vengono dalla città e dalla provincia, indicano una voglia di fare e una propensione al futuro che vanno assecondate in ogni modo.