PAVIA «Mi ha fatto piacere che il ministro dei Beni culturali sia venuto ma sarebbe stato meglio se la visita al museo l'avesse fatta con me invece che solo con padre Giorgio». Letizia Lodi, direttore di quella parte del complesso della Certosa di Pavia gestita dalla Soprintendenza, interviene il giorno dopo la visita a sorpresa di Massimo Bray. Arrivato domenica mattina, il ministro è stato accompagnato da due parlamentari locali, Chiara Scuvera (Pd) e Gian Marco Centinaio (Lega). Con loro anche il sottosegretario Maurizio Martina, l'assessore regionale Cristina Cappellini, Daniele Bosone, presidente della provincia di Pavia, Milena D'Imperio, vicepresidente, e Marcello Infurna, assessore del Comune di Certosa. Ma della visita di Bray non erano informati né le Soprintendenze nè i due politici pavesi del M5S che dallo scorso autunno si stanno occupando del caso, il senatore Luis Orellana e il consigliere regionale Iolanda Nanni. «Appena ho saputo della presenza di Bray alla Certosa mi sono mossa subito ma quando sono arrivata se ne era già andato», dice Letizia Lodi, che aggiunge: «Se fossi stata invitata avrei illustrato al ministro i restauri già fatti e i nuovi progetti che abbiamo in mente con le risorse che cerchiamo con fatica. A breve parteciperemo a un nuovo bando Cariplo e grazie a uno sponsor privato arriveranno altri 100 mila euro. Ma chi era presente ieri ad accogliere Bray queste cose le sa? Oggi purtroppo molti si fanno vedere perché la Certosa è diventata un caso e siamo in periodo elettorale ma dove erano gli enti locali quando nel 2008 servivano risorse per aprire il museo?». Chiara Scuvera assicura che quella di Bray è stata una visita personale: «Nessuna volontà di escludere qualcuno, quello di domenica non è stato un incontro istituzionale. Il ministro, che ritornerà a breve alla Certosa, ha fatto solo una ricognizione con chi si sta occupando del monumento in modo costruttivo". Ma anche il M5S si è fatto sentire. Ieri Orellana ha scritto una lettera a Bray mentre Nanni all'assessore Cappellini: «Chiediamo una più corretta collaborazione».
Pavia. Bray alla Certosa. L'ira della direttrice Dovevo esserci io
Il ministro dei Beni culturali Massimo Bray ha visitato la Certosa di Pavia il giorno precedente a una visita programmata con Letizia Lodi, direttore del museo. Bray è stato accompagnato da due parlamentari locali e altri politici. Lodi afferma di non essere stata invitata e di non aver avuto l'opportunità di illustrare i restauri e i progetti del museo. Bray ha affermato che la visita non era un incontro istituzionale e che non c'era volontà di escludere qualcuno. I politici locali hanno espresso la loro presenza e la loro partecipazione alla visita. Il M5S ha anche espresso la sua presenza e ha chiesto una più corretta collaborazione.
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