Il ministro Bray: «Vinceremo la sfida per l'Europa» Il piano P. E' lo strumento in cui confidano cittadini e istituzioni (del mondo intero) per rilanciare il più importante sito archeologico della Terra. Quella porzione di passato remoto fatta di strade, domus, meraviglie che il Vesuvio ha voluto ibernare col fuoco millenovecentotrentacinque anni fa. Non rovine ma case, ville, negozi, postriboli e peristili, statue, bronzi, mosaici e affreschi, molto spesso intatti. Così com'erano. Un luogo unico, appunto. Da un po' di anni però - precisamente dalla catastrofe della Scuola dei gladiatori (2010) - la parola Pompei si tira dietro i termini «crolli», «degrado», «incuria», «scandalo». Addirittura come estremo sprone all'inerzia sugli Scavi l'Unesco minacciò l'Italia - giugno 2013 - di regredire in una sorta di black list il sito e di ritirare il «sigillo» di Patrimonio dell'Umanità. Serve il piano P, dunque. Il piano Grande Pompei per dirla col governo, e il ministero per i Beni e le attività culturali e il turismo (Mibact) sta lentamente procedendo alla messa in opera: la recente nomina del soprintendente Massimo Osanna e gli atti operativi per investire al meglio i 105 milioni a disposizione per i restauri. Sono tutt'ora in corso dieci bandi di gara. «Vinceremo questa sfida rispetto agli impegni che abbiamo preso con l'Europa», disse il ministro Bray. La sfida si vince anche dando la possibilità di godere pienamente delle bellezze incastonate nell'area. Inutile dire che, al netto di eventi stagionali specifici (ad esempio le passeggiate notturne nel sito, sempre sold out), è solo arrivando a Pompei e immergendosi nello scrigno della Storia che sarà possibile apprezzare più di mille parole e descrizione l'atmosfera senza tempo di questo luogo. Ad ogni modo, grazie alla telematica, è possibile avere un assaggio delle ricchezze pompeiani anche con un semplice clic. Il portale web della Soprintendenza www.pompeiisites.org, ad esempio, si è dotato di un 'Mediacenter': un contenitore di video che permettono di perlustrare virtualmente alcune domus - come la Villa di Poppea di Oplonti - e di farsi un'idea delle proporzioni degli Scavi con una 'esplorazionè dall'alto e dal basso (col sistema Google street view). Lavori e scoperte non finiscono mai. Tanto che il 31 gennaio scorso è stata rinvenuta una nuova «iscrizione elettorale» lungo la via dell'Abbondanza, sullo stipite occidentale dell'ingresso alla casa attribuita ai Postumii. Un vero e proprio invito al voto per il candidato Lucio Ceio Secondo. Segno che la piaga del «manifesto selvaggio» colpiva pure le città antiche. Si tratta di un manifesto a lettere rosse: il nostro Lucio Ceio Secondo, attivo in età flavia, si proponeva per l'elezione ad edile. Gli andò anche bene: e forse proprio nel fatidico 79, si ripresentò per l'elezione a duoviro. Ma cause di forza (molto) maggiori ne impedirono il nuovo successo politico. Attualmente i restauratori della Soprintendenza stanno provvedendo al consolidamento dei resti delle lettere dipinte del «manifesto elettorale» per assicurarne la conservazione. E proprio sul versante conservazione e restauro merita attenzione l'importante intervento del valore di circa 900mila euro sugli affreschi di Villa dei Misteri. Ciclo di opere su cui viene applicata una tecnologia d'avanguardia di pulitura col laser. Approccio che, secondo gli esperti, consente anche un'efficiente rimozione dei diversi strati protettivi utilizzati nell'arco dei secoli.
Pompei. Un piano contro i crolli
Il ministro Bray ha affermato che il governo italiano sta lavorando per realizzare il piano P, un piano per il restauro e il rilancio del sito archeologico di Pompei. Il piano prevede l'investimento di 105 milioni di euro per i restauri e la nomina di un nuovo soprintendente, Massimo Osanna. Il governo ha anche promesso di dare la possibilità ai visitatori di godere pienamente delle bellezze del sito, senza la presenza di manifesti selvaggi e altri elementi di degrado. Il ministero per i Beni e le attività culturali e il turismo sta procedendo lentamente alla messa in opera del piano, con la realizzazione di dieci bandi di gara.
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