Dal fuoco agli scavi. Il Museo archeologico virtuale di Ercolano inaugurato nel 2008 nell'ex Iaccarino. Tre livelli in un'area di 5000 metri quadrati Cosa accadeva nelle aree archeologiche di Pompei ed Ercolano prima dell'eruzione vesuviana del 79 d.C.? Lo racconta, anzi, lo fa rivivere il Mav (Museo archeologico virtuale di Ercolano). Quasi sei anni di attività - non senza difficoltà a causa di fondi scarsi e incursioni vandaliche - per la struttura inaugurata nel 2008. Il «Mav» sorge nell'ex edificio scolastico Iaccarino, in un'area di 5000 metri quadrati articolata su tre livelli. E' gestito dalla Fondazione Cives, costituita nel 2003 tramite un protocollo d'intesa tra il Comune di Ercolano e la Provincia di Napoli. A pochi passi dagli scavi archeologici dell'antica Herculaneum lo spazio museale offre al visitatore un percorso virtuale e interattivo a ritroso nel tempo fino agli attimi prima dell'eruzione raccontata da Plinio il Giovane nelle celebri lettere a Tacito. Attraverso ricostruzioni scenografiche, interfacce visuali e ologrammi oltre settanta installazioni multimediali restituiscono vita e splendore alle principali aree archeologiche di Pompei, Ercolano, Baia, Stabia e Capri. «Il viaggio - si legge sul sito del museo - inizia dopo aver oltrepassato una sorta di porta ancestrale che smaterializza i corpi nei flussi dell'intelligenza connettiva e che conduce alla scoperta dei nomi e dei volti degli antichi Ercolanesi, con i quali si viene a conoscenza della storia della comunità e del loro stile di vita». A piccoli passi si va alla scoperta delle case e dei monumenti delle antiche città vesuviane. Un tavolo interattivo mostra usi e costumi delle genti che abitarono il territorio. Le più belle pitture murali vesuviane, navigabili in formato ingrandito mostrano nel dettaglio ogni loro sfumatura. Si entra poi nella biblioteca della Villa dei Papiri, che restituisce frammenti e pensieri di filosofi e poeti ercolanesi. E proprio la celebre Villa dei Papiri di Ercolano, così ribattezzata perché nel XVIII secolo fu ritrovata una biblioteca con circa 1800 papiri, è sbarcata sempre virtualmente, alla Casa del Lector di Madrid. La mostra propone un'approssimazione al tema della scrittura e della lettura, pubblica e privata, nell'epoca romana, attraverso la ricostruzione virtuale della dimora ercolanese realizzata dal Mav appunto e oltre cento reperti archeologici. La prima parte, «Lectura, Herculano, 79» fissa il modo di leggere e scrivere nell'antica Roma, attraverso gli strumenti artigianali originali usati - stilus, tavolette cerate, calamai - e soprattutto, i papiri custoditi dalla Biblioteca nazionale di Napoli. Straordinarie testimonianze del passato, che rivivono nella ricostruzione virtuale e degli ambienti messa a punto con installazioni multimediali ed interattive ad hoc. «La grandezza e la bellezza della mostra parlano da sole», ha osservato il direttore del Mav, Ciro Cacciola, nel qualificarla con due aggettivi: «Innovativa e coraggiosa». La seconda parte dell'esposizione, intitolata «Relecturas, Herculano, 1750», è una rilettura del passato, dedicata agli scavi archeologici voluti da Carlo III e ai libri del VIII secolo, con due esposizioni bibliografiche che comunicarono quelle scoperte all'intera Europa. È qui esposto l'unico papiro che si conserva integro, il celebre Papiro Lungo, lungo 3,40 metri. Il museo offre anche una ricostruzione della tristemente nota Schola Armaturarum, crollata a Pompei nel 2009. Vapori termali introducono poi all'otium e alle pitture rinvenute nei lupanari e nelle terme dell'antica Pompei. Il viaggio non può che comprendere poi una tappa al centro vitale della città, il foro. E i più temerari potranno rivivere l'esperienza dell'eruzione del Vesuvio attraverso inedite ricostruzioni in 3D che ne documentano le fasi.