Il ministro Bray: con Europa ed Expo abbiamo un doppio appuntamento PAVIA E' arrivato poco prima delle 10 e se ne è andato dopo le 11. Ieri mattina il ministro della Cultura Massimo Bray si è recato alla Certosa di Pavia per una visita in compagnia del vice priore, padre Giorgio. L'obiettivo era verificare le condizioni del complesso di cui da tempo si parla: da molti è criticata la gestione della Certosa, di proprietà del Demanio ma in mano a una comunità di otto frati cistercensi nonostante la convenzione sia scaduta nell'83; mentre in dicembre il Movimento Cinque Stelle ha presentato un esposto in Procura per denunciare il degrado e il mancato rispetto della messa in sicurezza. La visita di Bray è stata decisa sabato in tarda serata ma era attesa, organizzata dai parlamentari locali Chiara Scuvera del Pd e Gian Marco Centinaio della Lega, che hanno invitato in Certosa anche Maurizio Martina, sottosegretario con delega all'Expo, Cristina Cappellini, assessore regionale alla Cultura, Daniele Bosone, presidente della provincia di Pavia, Milena D'Imperio, vicepresidente, e Marcello Infurna, assessore al Turismo di Certosa. Assenti invece i rappresentanti del Movimento Cinque Stelle che ora annunciano una lettera di protesta per non essere stati invitati. «Visitare la Certosa accompagnato da padre Giorgio è stata una grande emozione», ha detto Bray che, prima, ha visto la gipsoteca e la pinacoteca e, poi, è passato per la cattedrale, la mensa e i due chiostri, ieri entrambi aperti. «Il ministro, da vero appassionato, si è soffermato sui tanti particolari del complesso e ha scattato molte foto», ha raccontato Infurna. Bray, ha detto poi Centinaio, ha voluto capire quali sono i problemi del monumento: «Senza dubbio sono da sistemare i tetti e gli infissi ma anche i tanti punti nei chiostri rovinati dall'umidità». Secondo il ministro, comunque, «sia il museo, gestito da noi, che la meravigliosa struttura sono in buone condizioni ma necessitano di essere tutelati e valorizzati». Quello che serve è dunque «un piano di lavoro per riorganizzare e potenziare la fruibilità di questo bellissimo luogo, tra i più suggestivi d'Italia. Anche in vista di grandi appuntamenti come il semestre italiano di presidenza Ue ed Expo 2015 ci sarà l'occasione di restituire a questo sito, a soli 20 chilometri da Milano, la centralità che merita». Per preparare la Certosa a queste due scadenze Bray ha parlato di un nuovo tavolo istituzionale: «Dal momento che il primo gruppo di lavoro è in fase di stallo ha detto l'assessore Cappellini siamo disponibili a partecipare a un nuovo accordo di programma presso la Regione e con tutti gli enti coinvolti». Soddisfatta Chiara Scuvera: «Intanto, con i 500 mila euro appena messi a disposizione dal Ministero, partiranno i primi lavori (le Soprintendenze avevano chiesto, però, per le urgenze sei milioni) e con altri 580 del Provveditorato alle opere pubbliche verrà sistemato il muro di cinta. Ora il ministro Bray ha assicurato di volersi impegnare in prima persona e penserà a un piano di rilancio». C'è chi dice, poi, che il ministero stia pensando di prendere in mano direttamente la gestione della Certosa in modo da garantire almeno orari di apertura più lunghi: «Qualunque sia la nuova soluzione ha detto ancora Centinaio il ministro è convinto che i frati, nonostante abbiano sbagliato a voler fare tutto da soli, debbano restare alla Certosa». Nel frattempo si è in attesa della firma della nuova convenzione con i monaci, posticipata a inizio di marzo.
Pavia. Corsa contro il tempo per la Certosa
Il ministro della Cultura Massimo Bray ha visitato la Certosa di Pavia in compagnia del vice priore padre Giorgio. La visita era stata organizzata dai parlamentari locali Chiara Scuvera e Gian Marco Centinaio. Bray ha verificato le condizioni del complesso e ha espresso la sua disponibilità a partecipare a un nuovo accordo di programma per riorganizzare e valorizzare la Certosa. Il ministero ha annunciato di assegnare 500 mila euro per i lavori di sistemazione e di sistemare il muro di cinta. Il ministro Bray ha assicurato di volersi impegnare in prima persona per un piano di rilancio della Certosa. La visita di Bray è stata seguita da una lettera di protesta dei rappresentanti del Movimento Cinque Stelle.
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