Conclusi i lavori nella chiesa di San Domenico, una delle espressioni più alte del manierismo siciliano. Tanti i ritardi: i restauri avviati alla fine di ottobre 2009 dovevano essere consegnati entro agosto del 2011 Castelvetrano. Da venerdì prossimo la chiesa di San Domenico, una delle espressioni più alte del manierismo siciliano, la "Sistina di Sicilia", come l'ha definita l'arch. Gaspare Bianco, dirigente dell'Unità operativa Beni architettonici e urbanistici della soPrintendenza di Trapani e direttore dei lavori di restauro del monumento, potrà essere ammirata in tutto il suo splendore oltre che dai turisti anche dai castelvetranesi, di cui intere generazioni non hanno mai avuto l'opportunità di potervi entrare. Da pochi mesi, infatti, la società Tecnorestauri di Acireale, ha ultimato i restauri avviati alla fine del mese di ottobre 2009 e che dovevano essere consegnati entro il 13 agosto 2011, data che è slittata per via di vari problemi burocratici. I lavori sono stati finanziati per 1.133.795 euro con somme del Por 2000-2006 "Risorse liberate". Era dall'1 novembre 1992 che comitati cittadini spontanei, costituiti da intellettuali e non, spingevano per il recupero del prezioso monumento costruito nel 1470 per volere dei Tagliavia, signori di Castelvetrano, dei quali, nella seconda metà del XVI secolo divenne il mausoleo di famiglia. Stucchi e affreschi furono realizzati tra il 1574 e il 1580 da Antonio Ferraro che nei lavori fu collaborato dai figli. Rimasta chiusa per anni, dopo il sisma del 1968, la chiesa, che è di proprietà del Fondo edifici di culto (Fec) del Ministero dell'Interno, nel tempo ha subito danni anche a causa di infiltrazioni di acqua piovana. Negli anni Ottanta furono eseguiti degli interventi di restauro che permisero di riparare le coperture e di riaprirla parziale per il culto. Nel 2005 il suo stato di degrado fu denunciato anche da Legambiente. «La chiesa di S. Domenico - dice l'arch. Gaspare Bianco - è un capolavoro che dopo diversi decenni di incuria la soPrintendenza di Trapani è riuscita a "salvare" e restituire nel suo massimo splendore a Castelvetrano e alla Sicilia. L'apparato decorativo del presbiterio della chiesa, che accoglie nella sua abside il mausoleo del principe della città, rappresenta il capolavoro indiscusso dei Ferraro da Giuliana. Il suo restauro costituisce un'irrinunciabile opportunità di studio delle tecniche artistiche caratterizzanti questa misconosciuta bottega di "cesellatori siciliani», dello stucco e una straordinaria occasione per un approfondimento sull'iconografia cristiana e sul valore della forza comunicativa delle immagini». Nell'area presbiteriale sono raffigurati i temi relativi alle promesse, alle profezie e alle prefigurazioni di Cristo. Un complesso decorativo, quello della chiesa di S. Domenico, che culmina nell'Albero di Jesse. «Si tratta - conclude Bianco - di un vero e proprio "capolavoro nel capolavoro", costituito da 14 statue oltre il naturale che, disposte in attitudini diverse, sembrano distaccarsi dal muro e reggersi in aria». Il restauro delle decorazioni plastiche e pittoriche è stato realizzato con le più avanzate tecnologie ed è stata creata una banca dati tridimensionale del lavoro eseguito e delle opere d'arte conservate nella chiesa. Il tutto è avvenuto con la collaborazione scientifica dell'Opificio delle Pietre dure di Firenze, dell'Istituto centrale del restauro e delle maggiori istituzioni che operano per la tutela e la promozione del patrimonio artistico e monumentale italiano. Diverse opere della chiesa di San Domenico venivano conservate tra Mazara e Trapani e Bianco in questi anni, attraverso una difficile ricerca, le ha trovate e recuperate riportandole ora nel loro sito originale. Relativamente alla riapertura della chiesa, che per importanza potrebbe diventare una diretta "concorrente" del parco archeologico di Selinunte e della quale gli enti competenti dovranno garantire per i turisti la quotidiana fruibilità, il sindaco Felice Errante ha parlato di «evento storico per la città». L'inaugurazione, organizzata da Diocesi di Mazara, Assessorato regionale ai Beni culturali, soPrintendenza di Trapani, Fec, Prefettura, Comune e club Unesco della provincia, venerdì è prevista per le 9,30. Seguirà l'incontro sul tema: «Alla maniera dei Ferraro, le forme e i colori della parola nelle decorazioni murali, plastiche e pittore della chiesa di S. Domenico». Relazioneranno l'arch. Gaspare Bianco, la storica dell'arte Teresa Pugliatti, Lina Scalisi, docente all'Università di Catania e mons. Crispino Valenziano, del pontificio istituto liturgico "S. Anselmo" di Roma. 04022014