Dopo 15 anni di abbandono, ora versano in serio pericolo i dipinti che ricoprono le pareti e il soffitto della chiesa di San Giovanni Evangelista a Piazza Armerina Piazza Armerina. Il nubifragio che lo scorso fine settimana si è abbattuto sulla Sicilia non ha risparmiato i preziosi affreschi che ricoprono le pareti e il soffitto della chiesa di San Giovanni Evangelista a Piazza Armerina, che furono eseguiti dal pittore fiammingo Guglielmo Borremans dal 1730 al 1735. Le copiose piogge hanno rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso: gli affreschi versano, infatti, da 15 anni in pessimo stato di conservazione. Le infiltrazioni d'acqua dalla facciata sarebbero tra le cause principali del lento e inesorabile deterioramento causato dal mancato intervento di restauro che sarebbe dovuto seguire alla messa in sicurezza effettuata dalla soPrintendenza di Enna nel 2000. In alcuni affreschi furono poste delle veline per evidenziare la necessità di un immediato intervento di recupero. A distanza di anni, nulla è stato fatto. Anzi, quelle veline forse stanno producendo un ulteriore danno che potrebbe rivelarsi irreversibile. Il rettore della chiesa, mons. Antonino Scarcione, ha lanciato parecchi appelli alle istituzioni pubbliche. Scarcione, già dirigente scolastico, ha messo a disposizione il suo Tfr per finanziare alcuni lavori di ristrutturazione e restauro. Occorrono però somme ben più rilevanti per salvare gli affreschi. L'appello di Scarcione è stato raccolto da tante associazioni tra cui spicca l'impegno di "Mira 1163", presieduta dal piazzese Francesco Galati, già dirigente comunale e componente del comitato tecnico-scientifico dell'associazione italiana siti Unesco. Ed è stato recepito dall'assessore regionale ai Beni culturali, Maria Rita Sgarlata, che il 28 gennaio ha effettuato un sopralluogo. «Fornirò indicazioni - ha detto Sgarlata - alla soPrintendenza ai Beni culturali di Enna per l'elaborazione di un progetto di recupero degli affreschi. Le attuali difficoltà finanziarie del bilancio della Regione, purtroppo, si riflettono negativamente anche sul recupero di queste preziose opere del Borremans. I finanziamenti per i lavori di restauro con modalità di somma urgenza non potranno pervenire fino a quando il commissario dello Stato non rimuoverà i provvedimenti che attualmente bloccano l'utilizzo di una grossa fetta del bilancio approvato recentemente dall'Ars». Ma a distanza di 11 giorni dal sopralluogo gli interventi sono divenuti impellenti. Per questo Francesco Galati ha inviato una lettera all'assessore Sgarlata e al sindaco di Piazza Armerina, Filippo Miroddi, in cui dice: «Alle infiltrazioni d'acqua provenienti da un portone d'ingresso si sono aggiunte quelle di una finestra. Comprendiamo le difficoltà finanziarie della Regione, ma chiediamo un primo intervento urgente, nelle more dell'intervento decisivo di restauro. Eventuali rimpalli di competenza tra Regione e Comune sarebbero inutili e deleteri per gli affreschi». 09022014