Firmato dell'assessore regionale ai Beni culturali Sgarlata il provvedimento che approva la costituzione del Comitato scientifico. L'area potrà essere gestita diversamente e avere fondi propri Castelvetrano. Con la firma dell'assessore regionale ai Beni culturali e alla Identità siciliana Mariarita Sgarlata al provvedimento che approva la costituzione del Comitato scientifico il parco archeologico di Selinunte diverrà finalmente ente e sulla base dell'autonomia che assumerà potrà sperare anche di migliorare i servizi offerti alle migliaia di turisti che lo visitano ogni anno. «La firma al provvedimento che delibera la costituzione del comitato scientifico - conferma Sergio Gelardi, direttore dei Beni culturali regionali - l'assessore regionale Sgarlata l'ha apposta un paio di settimane fa e adesso, perchè possa avere efficacia, se ne attende la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale regionale che avverrà a metà febbraio. Dal momento in cui il Comitato scientifico si insedierà il parco archeologico di Selinunte avrà la sua autonomia e i 500mila euro incassati in media ogni anno attraverso il pagamento dei biglietti d'ingresso da parte dei visitatori potranno essere investiti in loco per migliorare i servizi. Quello di Selinunte è il primo ente parco che si formalizza tra quelli inseriti nel decreto emanato lo scorso anno». La notizia farà felici soprattutto i turisti, i più penalizzati dalla mancanza di servizi adeguati nell'area archeologica più vasta d'Europa (si estende per circa 270 ettari) che tra le altre cose in particolare in tarda primavera e in estate da anni appare invasa da sterpaglie. Circostanza che più volte ha meritato forti critiche alla Regione anche da parte dell'amministrazione comunale che talvolta è intervenuta in sostituzione per ripulire il sito e renderlo decoroso. Negli anni passati, provocatoriamente, l'archeologo Sebastiano Tusa, oggi soprintendente del Mare, cercò di ovviare al problema attraverso una strada naturale: facendo pascolare le pecore all'interno del parco archeologico. Con la raggiunta autonomia il parco archeologico, inoltre, non dovrebbe più avere problemi di apertura nelle giornate prefestive e festive, decisione che anche di recente ha attirato strali, da più parte, alla Regione che, dovendo fare i conti con un bilancio sul quale sono stati effettuati molti tagli, non trovava le somme necessarie per pagare i dipendenti. Per questa ragione era stata accusata di non sapere bene amministrare il suo ricchissimo patrimonio artistico e monumentale. Per fortuna il vespaio di polemiche sollevato da una scelta bollata come "scellerata" ha fatto fare un passo indietro alla giunta Crocetta con la conseguenza che in questo periodo anche il parco archeologico di Selinunte, così come tutti gli altri siti siciliani, nei giorni prefestivi e festivi rimane aperto dalle 9 alle 17, mentre la biglietteria chiude alle 16. Lo si può visitare, con le Cave di Cusa, a Campobello, al costo di 6 euro (ridotto 3 euro e residenti a Castelvetrano un euro). Qualora, comunque, la Regione non riuscisse a garantire le somme necessarie a mantenere aperto la domenica e nei giorni festivi il parco archeologico interverrà il Comune destinando al personale i soldi incassati dalla quota del 30 dei biglietti che gli viene annualmente assegnata. Una intesa in tal senso nelle scorse settimane è stata, infatti, raggiunga dal direttore del sito Giovanni Leto Barone e dal sindaco Felice Errante. Il provvedimento che rende autonomo il parco archeologico di Selinunte attendeva d'essere firmato da sei anni dagli assessori regionali che si sono alternati nell'incarico. Il progetto della istituzione dell'ente parco è sempre stato fortemente sostenuto da Legambiente che nel 2008 si è fatta pure promotrice di una petizione con un'altra ventina di associazioni che ritenevano "inammissibile il ritardo normativo regionale". Per giungere alla istituzione dell'ente parco archeologico l'amministrazione comunale nell'aprile 2013 aveva deliberato la perimetrazione dell'area che prevede tre zone: A, B1, e B2. La zona A coincide con l'area già acquisita al demanio regionale al quale doveva essere acquisita la superficie in cui sono presenti le necropoli di Galera Bagliazzo. La zona B1 consta della fascia di rispetto di 200 metri di profondità a partire dai confini dell'area archeologica. La zona B2 ricade nell'area del più esteso vincolo paesaggistico, mentre è stata totalmente eliminata la zona C. La soPrintendenza mantiene la titolarità delle funzioni di tutela e vigilanza sui beni culturali e ambientali presenti nel territorio del parco. 09022014