TROVA casa la biblioteca dell'Istituto italiano per gli Studi filosofici. Nell'attesa di una sistemazione definitiva nell'edificio dell'ex Coni in piazza Santa Maria degli Angeli le migliaia di libri raccolti dall'avvocato Gerardo Marotta saranno ospitati nelle sale dell'ex ospedale psichiatrico Leonardo Bianchi. Una soluzione ormai prossima, alla quale hanno lavorato il vicepresidente della giunta regionale Guido Trombetti e l'assessore comunale alla Cultura Nino Daniele. Che ieri si sono incontrati per mettere a punto lo spostamento dei volumi. Manca solo il via libera definitivo del direttore generale della Asl Napoli 1 Ernesto Esposito. Convocato la prossima settimana a Santa Lucia. Un incontro durante il quale si discuterà anche del destino dell'archivio del Bianchi, che potrebbe essere digitalizzato grazie all'intervento di Databenc, il distretto tecnologico dei Beni culturali. Ieri mattina all'incontro tra i rappresentanti dell'Istituto, Trombetti e Daniele ha preso parte anche l'ex assessore comunale alla Cultura Antonella Di Nocera, oggi consigliere del ministro per i Beni culturali Massimo Bray. Che segue la vicenda ed ha voluto che la legge di stabilità prevedesse, per i prossimi tre anni, uno stanziamento di 6 milioni per l'istituto di Marotta e per l'Istituto di studi storici fondato da Benedetto Croce. «La soluzione individuata per i volumi di Marotta è frutto afferma Trombetti della collaborazione tra Comune e Regione. E la sede individuata sembra non solo prestarsi alla conservazione di quei volumi, ma anche alla valorizzazione della biblioteca e dell'archivio dell'ex ospedale psichiatrico ». Marotta ha già effettuato un sopralluogo negli ambienti del Bianchi, per accertarsi che non ci fosse umidità. E lì si è trovato dinanzi libri di medicina, ma anche di filosofia, o di scienza. E, soprattutto, oltre 8 mila cartelle cliniche, anche di personaggi illustri, ad iniziare dal matematico Renato Caccioppoli. «Che in manicomio ci finì ricorda Trombetti la famiglia lo fece ricoverare per scongiurare che finisse in carcere. Era il 1938 e Caccioppoli era al ristorante con la sua donna. Per provocazione verso i fascisti fece suonare la "Marsigliese". Fu minacciato di esser preso a calci. Rispose: "Si capisce, i calci sono l'arma degli asini". Rischiava la galera, ma la famiglia lo convinse a passare per matto. Fu ricoverato e si dedicò alla scrittura di uno dei suoi più importanti lavori scientifici ». Bianca De Fazio