RIVOLUZIONARE il parco dell'Appia antica, mettere d'accordo i vari enti che sovrintendono su una delle zone archeologiche più famose e belle al mondo per creare percorsi ciclopedonali, nuovi collegamenti, biglietti integrati con Foro Romano, Palatino e Colosseo e un vero e proprio Grand Tour, come quello che nel XVII secolo permetteva ai giovani dell'aristocrazia europea di conoscere politica, arte e cultura dei Paesi del Mediterraneo. In questo caso, i destinatari non sono i nobili ma tutti quei turisti e visitatori che arriveranno in Italia in vista di Expo 2015. Perché l'esposizione universale in programma a Milano fra un anno può rappresentare un'attrattiva anche per Roma e per il Lazio. E allora hanno pensato in Regione perché non fare del Parco dell'Appia antica la vetrina di questo territorio per l'Expo 2015? Un'attrazione turistica unica al mondo che, se ben valorizzata, può convincere il pubblico che arriva in Italia a non limitarsi al capoluogo lombardo, ma a fare visita anche più a Sud, a fermarsi nella capitale e nei territori circostanti. Il progetto si sta concretizzando giorno dopo giorno, col contributo di un "mecenate". Autostrade per l'Italia, società della famiglia Benetton, si è detta disponibile a investire su un piano che si basa su tre principali direttrici: un cosiddetto "Appia Grand Tour", un "Appia pass" e un programma sull'"Appia da vivere". Per realizzare tutto ciò, però, come prima cosa serve cambiare la viabilità sulla Regina viarum. Per questo, grazie a Autostrade, verranno installati varchi per far transitare solo i residenti (probabilmente le limitazioni entreranno in vigore nei fine settimana) e "dissuasori", o autovelox, per mantenere una velocità massima di 30 km all'ora. Il tutto per permettere una fruizione diversa dell'Appia, soprattutto attraverso la bicicletta. Tra gli interventi più importanti, infatti, c'è la ricucitura ciclopedonale del percorso di visita del parco dal km zero a Frattocchie, aumentando le stazioni di bike sharing a partire da Roma. In più, tutta una serie di iniziative di recupero e riqualificazione della zona, con la realizzazione di alcuni collegamenti ciclo- pedonali diretti come quello tra il tracciato dell'Appia antica e il Parco degli Acquedotti. Nel piano c'è anche l'introduzione di un biglietto di ingresso unico valido per tutte le aree archeologiche del Parco, per bus e noleggio bici, per l'ingresso alla rete delle catacombe, con la possibilità di estensione all'area del Colosseo e dei Fori. Il tutto previo accordo tra i vari soggetti che governano il Parco, dalla Regione al Campidoglio, alla Soprintendenza speciale archeologica al Vaticano, che in questi anni non sempre hanno marciato nella stessa direzione. Infine, tra i punti del progetto ce n'è uno denominato "Appia da vivere": prevede non solo la semplice visita dell'area ma anche punti d'accoglienza e spazi espositivi. Dove? Negli edifici abbandonati che andranno recuperati e messi a disposizione del nuovo progetto. Lì si potranno gustare prodotti tipici a km zero (dal pecorino alla ricotta, da produrre con la reintroduzione dell'allevamento della pecora vissana) e di agricoltura biologica. Mario Tozzi, presidente dell'Ente parco, per adesso preferisce non commentare in attesa di un annuncio ufficiale. Per il governatore Nicola Zingaretti, invece, «il parco dell'Appia sarà il cuore della proposta turistica che il Lazio presenterà per Expo 2015».