Rifiuti lasciati nell'ex bar sotto sequestro e muri frananti. L'8 marzo si tolgono le auto A Piazzale Michelangelo una discarica "con vista" Il Piazzale è qui. Due passi e lo sguardo ti si appiccica alla cupola. Questo luogo e questo orizzonte non hanno prezzo. Un frontale con la bellezza. Eppure a pochi metri dalle balaustre, dietro alle transenne e ai pannelli grigi della Sas, c'è una discarica. Certo, "con vista". Sarebbe dovuto bastare l'odore ad insospettire un vigile di passaggio. Ma nessuno sembra aver mai dato un'occhiata al di là dei pannelli sfondati dalla pioggia. Sembra pronto per un falò, quel che rimane del Bar Pizzeria Michelangelo, poi diventato Galaxy e da tempo in abbandono. A pochi metri da uno dei punti panoramici più famosi del mondo - il piazzale che dall'8 marzo il sindaco Matteo Renzi vuole pedonalizzare - ci sono banconi sventrati, pareti distrutte, i mobili accatastati uno sull'altro. Montagne di rifiuti e sporcizia sparse ovunque. Un fusto di yogurt buttato per terra, scaduto da mesi, è ricoperto di muffa e cartoni. Dai soffitti penzolano fili elettrici scoperti, in cima alle scale ci sono un televisore e un computer, la caldaia appoggiata per terra insieme a vetri rotti e lame di specchio. Ai piedi di un tavolino una mela marcisce. Ogni tanto dai detriti spunta una tanica, in una c'è ancora del liquido. Vicino alla ringhiera che si affaccia su via Monte alle Croci c'è un bidone arrugginito. Poi bottiglie di birra, whisky, vino, gin, rhum. Ma soprattutto pare che questo locale sia diventato un gabinetto a cielo aperto. C'è puzza di urina e il pavimento è ricoperto di escrementi. GUARDA IL VIDEO REPORTAGE È chiuso da più di un anno il Galaxy, sequestrato dal tribunale per una brutta storia di fallimento e infiltrazioni mafiose. Ma nessuno sembra aver mai più messo il naso oltre la siepe. «Questo posto fa il giro del mondo in pochi pixel ogni giorno - si sdegna Claudio Di Benedetto, funzionario del Polo museale - ora guardate come è ridotto». Di Benedetto è il direttore della biblioteca degli Uffizi, abita qui vicino. Ha scritto sia al sindaco sia alla soprintendente Alessandra Marino, per avvertirli dello stato in cui versa questo posto e, non lontano, l'Erta Canina. La via che scende fino a San Niccolò, «un'esplosione di scorci e visuali di Firenze impagabili», è da un anno chiusa al passaggio per il crollo di un muro. «Solo i vigili mi hanno degnato di qualche riga, ma senza una vera spiegazione». Così ha ingaggiato un videomaker per lanciare la sua video-denuncia sulla Rete. Ma non pensava di trovare una discarica. E il peggio è che le discariche sono due. Dalla grande sala da pranzo al piano inferiore, anche quella con vista sulla città, si vede il giardino sottostante: baracche e rifiuti anche lì. Di proprietà del Comune, per assurdo, questo locale era pure abusivo, non aveva mai ricevuto il condono, e da tempo è inserito nella lista degli immobili da alienare, anche se la Sovrintendenza ai beni architettonici e paesaggistici ha ribadito che lì, il bar, non ci poteva stare e dunque andava demolito: zona vincolata, troppo vicina al cimitero delle Porte Sante, un soffio da San Miniato, uno schiocco di dita dalla Grande Bellezza del piazzale. «Via le auto, via il degrado», ha annunciato l'assessore alla mobilità Filippo Bonaccorsi. I 145 posteggi sulla piazza verranno recuperati (non tutti) nelle strade vicine. Via Poggi diventerà a senso unico a salire. Chi vorrà ammirare lo skyline di Firenze si rassegni a lasciare l'auto lontana.