«No, suvvia, mi dica che sta scherzando». Professore, è vero. «Altro che Giambattista Vico e i corsi e ricorsi storici. Ma ce stanno a riprova' un'altra volta?». Domenico Valentino stenta a credere che Palazzo Vecchio abbia proposto di portare alcuni banchi, quindici, pare, da San Lorenzo in lungarno Archibusieri. O meglio, di «trasformare» alcune attività presenti nel mercato in banchi adattabili a quello spazio angusto, attraversato da migliaia di turisti ogni giorno, vendendo solo «prodotti artigianali». «Ce stanno a riprova'», dice Valentino. Fu lui, allora soprintendente, insieme a Mario Lolli Ghetti, a far trasferire gli ambulanti ancora presenti (e qualche ritrattista) via da quella zona. Era il '91, ne andarono via parecchi. «Gli feci una guerra, sa: chi ci dette una grande mano fu il Demanio, furono loro a dire che non ci potevano stare». Lo stesso Demanio a cui nessuno ha ancora chiesto di riportarli lì. Ma il problema è che, prodotti tipici o meno, «mettendo banchi in quello spazio non ci si passa proprio a piedi. E poi, perché li vorrebbero piazzare sotto gli archi? Così risparmiamo per le coperture, coperti dal loggiato?». Corsi e ricorsi. Non è la prima volta che Palazzo Vecchio punta a rioccupare quello spazio. L'ultima fu nel 2005, sindaco Leonardo Domenici, vicesindaco Giuseppe Matulli, assessore allo Sviluppo economico Silvano Gori. C'erano da togliere i banchi da via dei Gondi, due ali di teloni che oggi in molti hanno dimenticato, e che oscuravano la visuale di piazza Signoria e Palazzo Vecchio arrivando da piazza San Firenze. Una trattativa tenace, che portò anche ad ipotizzare il trasloco in lungarno Archibusieri. Ci fu anche un incontro, allora soprintendente era Paola Grifoni: da una parte gli ambulanti, dall'altra Grifoni, nel mezzo Matulli. Un'ora e mezzo di discussione finita tra sorrisi e pacche sulle spalle, ma fu Matulli a gelare tutti, dopo che la soprintendente era uscita: «Guardate, è inutile che sorridiate: ci ha appena detto di no». Ci sono problemi di viabilità («e che vogliamo, far passare la gente in mezzo di strada? Lì ci passano le auto» attacca Valentino), ma anche di tutela, pure del paesaggio. «Com'era buio quel pezzo di lungarno con gli ambulanti...» ricorda Valentino. Non è solo una valutazione estetica: c'è una legge del 1939 che parla proprio del divieto di togliere luminosità ai beni artistici, e l'unica possibilità per mettere i banchi in quell'angusto spazio è farlo in verticale. L'effetto, lo sa chiunque abbia visto in passato l'allestimento degli ultimi 12 ambulanti spostati definitivamente nel 2000 (grazie ai lavori di ripavimentazione e restauro anche dall'usura per la presenza degli stessi banchi, fu la «scusa» per togliere gli ultimi rimasti e non farli tornare: altro corso e ricorso storico) è di un muro che impedisce di vedere il paesaggio dal lungarno. Secondo il Comune portare lì banchi avrebbe un effetto «antiabusivi»: forse, di giorno, quando chiuderebbero, la sera, no continua Valentino Basterebbero questi elementi, insomma, per capire che la soluzione è praticamente impossibile. Guardi conclude l'ex soprintendente quando arrivai nel 1991 a Firenze, le provai tutte per liberare la piazza e la basilica di San Lorenzo dai banchi. Allora era ancora più soffocata di quanto lo fosse qualche giorno fa. Invece oggi sono passato di là, libera: finalmente. Bellissima».