Le soprintendenti respingono l'idea del Comune: il Vasariano resti libero Il Demanio non ha mai ricevuto una richiesta. E le due soprintendenti che dovrebbero autorizzarne l'uso, Marino e Acidini, escludono che in lungarno Archibusieri si possano accogliere gli ambulanti. La trattativa tra Comune e bancarellai di San Lorenzo perde un pezzo. Sara Biagiotti, assessore allo Sviluppo economico del Comune di Firenze, ripete come una mantra: «Secondo il sindaco Matteo Renzi la proposta di spostamento degli ambulanti anche nel lungarno Archibusieri è realizzabile». Ma né lei né il sindaco hanno fatto i conti con i padroni di casa. O meglio, con i legittimi proprietari e con chi «gestisce» e tutela quel pezzo di lungarno tra gli Uffizi e il Ponte Vecchio. E ieri, dopo una mattinata in cui sono volati messaggi, sms e telefonate di stupore, sono loro, i diretti interessanti, a dire che quella sotto il Corridoio Vasariano è una soluzione impossibile. È Alessandra Marino, soprintendente ai beni artistici ed architettonici (da cui dipenderebbe una eventuale autorizzazione) a tagliare la testa al toro. «Quell'area è demaniale. Non mi risulta che la gestione del Demanio abbia intenzione di metterla in concessione» parte Marino. Che poi spiega: «La soprintendenza fece direttamente interventi di restauro su quel lungarno, lo liberò (anche dalla bancarelle mai più tornate) perché quello è uno degli spazi più usati dai turisti, quelli che da Palazzo Vecchio vanno verso a Palazzo Pitti. È un percorso pubblico, lì i turisti si fermano per fare foto. È un luogo stretto, molto stretto, goduto pubblicamente da tutti. La gestione del Demanio non credo abbia l'intenzione di sottrarlo all'uso pubblico per rilasciare delle concessioni». E anche se ci provasse, ci vorrebbe ancora l'autorizzazione delle soprintendenza architettonica e di quella museale: potrebbe essere concessa? «Inutile chiederla ribadisce Marino quello è uno spazio demaniale di uso pubblico, di uso pubblico, di grandissima suggestione». Un no chiaro ma indiretto, poi arriva a ruota un esplicito stop all'ipotesi di trasloco: «Io condivido tutta la battaglia che il Comune sta facendo per dare decoro e ordine a San Lorenzo, su questo sono sempre stata a fianco dell'amministrazione. Il risultato ottenuto è stato molto buono, capisco che ci sono problemi di allocazione dei banchi da risolvere, ci sono questioni con il Tar. Le soluzioni vanno trovate, ma quella sotto il Corridoio Vasariano non è percorribile: bisogna trovarne altre». Perché «sotto quei loggiati la dimensione è minima, i banchi ostruirebbero il passaggio. Ora come ora non è pensabile pensare ad un passaggio misto». Il Comune non troverà una sponda neanche nella soprintendente del Polo museale Cristina Acidini. «La questione si è presentata varie volte ricorda Acidini ma ha sempre dato luogo a problemi». Anche la soprintendenza museale dovrebbe dare una autorizzazione, «congiuntamente alla collega Marino». Ma proprio «le passate esperienze» hanno portato ad una valutazione negativa dell'idea di riportare i banchi sul lungarno Archibusieri, per il «forte impatto sull'architettura e l'usura aggiuntiva che portano. Il sottoportico va lasciato libero» conclude Acidini. E i veri padroni di casa? Dall'Agenzia del Demanio si fa sapere che mai una richiesta in questo senso è arrivata dall'amministrazione comunale fiorentina. E che non ci sono previsioni di concessioni. Potrebbe essere aperto un «fascicolo» nel caso la richiesta arrivasse davvero. Ma anche il Demanio mette le mani avanti: occorre l'autorizzazione dal ministero dei Beni culturali. Tradotto: dalle soprintendenze, quelle che già hanno detto no.
I no affondano i banchi agli Uffizi
Il Comune di Firenze ha proposto di spostare gli ambulanti del lungarno Archibusieri, ma le soprintendenti Marino e Acidini hanno respinto l'idea. Il lungarno è demaniale e non è pensabile trasferire i banchi sotto il Corridoio Vasariano a causa della sua strettezza e dell'impatto sull'architettura. La soprintendente Marino ha spiegato che il lungarno è uno spazio di uso pubblico e che la gestione del Demanio non ha intenzione di sottrarlo all'uso pubblico. Le soprintendenti hanno anche escluso che la concessione possa essere concessa senza l'autorizzazione delle soprintendenze architettonica e museale.
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