PIEVE DI SOLIGO Avere i soldi in cassa e non poterli spendere. Anche per risanare autonomamente un territorio martoriato da frane e allagamenti. Più che un appello è un'accusa, quella lanciata da due dei Comuni colpiti dagli smottamenti degli ultimi giorni, Pieve di Soligo e Refrontolo. «Abbiamo la disponibilità economica per intervenire lì dove servirebbe, con opere che metterebbero in sicurezza il territorio e chi lo abita - spiega il primo cittadino di Pieve di Soligo, Fabio Sforza - . Il mio Comune può contare su oltre tre milioni di euro in cassa, ma purtroppo i vincoli del Patto di Stabilità impediscono di utilizzare quei fondi. È paradossale essere penalizzati da un sistema che non premia chi, nel tempo, si è dimostrato oculato nella gestione del denaro pubblico». Dello stesso tenore le parole della collega di Refrontolo. «Le risorse sono già limitate e per noi diventa difficile affrontare emergenze come queste - sostiene il sindaco Mariagrazia Morgan - . Il nostro è un territorio fragile e la tutela di chi lo abita è per noi fondamentale. Per quanto è possibile, contribuiamo alla manutenzione delle strade, anche quelle vicinali come quella di via Patrioti, dove si è verificato il recente smottamento e il conseguente cedimento dell'asfalto».
Pieve di Soligo. L'ira dei Comuni: Fateci salvare da soli il territorio
Due comuni italiani, Pieve di Soligo e Refrontolo, hanno lanciato un appello per ricevere aiuto finanziario per risanare i danni causati da frane e allagamenti. I comuni hanno disponibilità di oltre tre milioni di euro in cassa, ma i vincoli del Patto di Stabilità impediscono di utilizzare quei fondi. Il sindaco di Pieve di Soligo, Fabio Sforza, e quello di Refrontolo, Mariagrazia Morgan, hanno sottolineato la fragilità del loro territorio e la necessità di tutelare chi lo abita. I comuni hanno già contribuito alla manutenzione delle strade, ma richiedono ulteriore aiuto per affrontare le emergenze.
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