L'emergenza è la città vecchia di Taranto, con i suoi crolli continui che ne segnalano giorno dopo giorno lo sfarinamento. Ma la cultura nel senso più ampio, la qualità sociale della vita, l'archeologia, il museo, i tanti beni culturali disseminati nella città saranno altrettanti puntelli della rinascita di Taranto. Il capoluogo ionico deve guardare al suo futuro con altri occhi, puntare al terzo millennio sapendo che deve scrollarsi di dosso l'identità di città industriale per recuperare la memoria e le testimonianze di ciò che è stata un tempo. Ieri il convegno su «Il futuro della memoria: Taranto, cultura e sviluppo», al quale ha partecipato il ministro dei Beni culturali Massimo Bray, ha sviluppato il tema. Organizzato dalla commissione cultura di Confindustria nazionale, dall'università di Bari e da Confindustria Taranto, è stato ospitato proprio in uno dei pochi gioielli architettonici fatti rinascere a nuova vita. L'ex convento San Francesco, più conosciuto come caserma Rossarol, oggi è sede del polo universitario tarantino e da un paio d'anni è propulsore di cultura. La città vecchia offre un duplice volto. Accanto agli edifici riqualificati e abitati, affianco ai tanti palazzi storici messi a posto e riutilizzati, a poca distanza dalla cattedrale, ecco una sequenza infinita di case, palazzine, stabili decadenti, marci di pioggia, sempre sul punto di accasciarsi. Ed infatti crollano. Due in pochi giorni, senza danni alle persone perché disabitati da anni, ma termometro esatto della febbre alta che ha colpito l'Isola. Il ministro Bray, al quale è stato rivolto un appello, ha risposto che «già dai prossimi giorni il ministero aprirà un tavolo per il recupero della città vecchia di Taranto, metterà a disposizione risorse ed energie. Il recupero dell'isola antica è centrale e questo è il luogo da cui ricomincerà la rinascita di Taranto». La cultura in tutte le sue manifestazioni come principio della rinascita. E' il concetto attorno al quale lavora Confindustria. Alessandro Laterza è stato chiaro. «I beni culturali e l'industria creativa come centri da cui ripartire. Taranto non può essere solo Ilva. Ha un museo archeologico e una città antica tra i più belli del mondo che devono diventare il motore del nuovo sviluppo. Al ministro chiederemo non solo attenzione per Taranto ma anche che sia curata la qualità della rigenerazione urbana che, in quest'ultimo periodo, sembra non essere all'ordine del giorno». Il ministro Bray ha chiesto di «credere in modo convinto in questo progetto», ha rilevato che la «tutela del passato è il motore della ripartenza, una sfida. E' proprio la memoria - ha concluso - che ha creato il nostro senso di comunità. Senso che forse abbiamo smarrito e che dobbiamo riprendere».