Poco più di dieci anni fa è stata venduta a una grande multinazionale sudafricana, la SABMiller. Ma la birra Peroni lega la sua storia a quella del nostro paese. Come altre aziende storiche nate da piccole imprese artigiane, anche la Peroni si trasferì a Roma con l'entusiasmo del neonato stato unitario. Da Vigevano, dove nacque nel 1846, a Roma approdò pochi anni dopo. A questo periodo legò una fase importante della sua crescita potendosi anche fregiare del marchio di fornitore di casa reale. In quel periodo il consumo di birra in Italia si affermò rapidamente e fece registrare un ulteriore balzo in avanti quando la qualità della birra aumentò di livello in forza di una modifica del processo di produzione che Cesare Peroni apprese in un lungo soggiorno in Germania: la bassa fermentazione Il legame con i cittadini italiani, come spesso succede con le aziende mature anche indipendentemente dalle strategie di Responsabilità Sociale che allora non si conoscevano, si consolidò durante la seconda Guerra Mondiale e culminò con un episodio, circoscritto ma dal grande valore simbolico: a fronte della difficoltà di reperire acqua potabile, la Peroni distribuì gratuitamente ai cittadini le riserve dei suoi pozzi. Nella memoria di molte persone, ora non più giovani, questo ricordo è ancora forte e vivido. Questi fatti storici, insieme a molti altri elementi, non potevano non far nascere la necessità di un archivio capace di rendere i documenti facilmente consultabili. Così è stato e, nel 2001, l'azienda ha inaugurato un archivio che ancor oggi è uno dei modelli per gli archivi aziendali nel nostro paese. Sotto la direzione di Daniela Brignone, l'archivio si trova accanto al museo, nello stabilimento di Tor Tre Teste, in via Renato Bitrolli. Vi sono conservati video, fotografie, filmati, oggetti vari e materiali pubblicitari che insieme agli utensili, ai macchinari e ai mezzi di trasporto del museo costituiscono un'interessante testimonianza di un passato prossimo che potrebbe anche aiutare a guardare verso il futuro.