Parte l'iter per cambiare la legge. Ferrazzi: oggi aumenti fino al 170 VENEZIA Un nuovo piano casa. La proposta parte da Ca' Farsetti che ieri ha approvato la delibera della modifica della legge regionale, e sarà fatta propria anche da tutti i capoluoghi del Veneto che contestano la nuova normativa approvata dal consiglio regionale. «Venezia avrà solo hotel», aveva detto il sindaco Giorgio Orsoni, facendosi promotore della «crociata» contro la Regione. Adesso parte il primo atto vero e proprio di contrasto con la delibera che da una parte introduce il concetto dell'armonizzazione dei territori (ossia l'applicazione della normativa in maniera diversificata in base alla conformazione dei comuni) e dall'altra chiede alla Regione di farsi carico delle minori entrate che avranno le amministrazioni con gli sconti su standard e oneri pubblici. Questi fondi permettono ai Comuni di adeguare strade e fognature che altrimenti sarebbero a rischio. La delibera introduce quindi due modifiche sostanziali che ridanno ai Comuni le competenze in materia di pianificazione del territorio che erano state loro scippate dal Piano. «Vogliamo rilanciare l'edilizia e aiutare le famiglie a migliorare la propria abitazione spiega l'assessore all'Urbanistica Andrea Ferrazzi ma non così. il costruito crescerebbe fino al 170 per cento». Venezia contesta la possibilità di costruire nuovi edifici nell'arco di 200 metri dall'appezzamento dove c'è la prima casa ma soprattutto vuole bloccare il cambio di destinazione d'uso degli immobili. «Basta demolire un muro e si ottiene il cambio a ricettivo se ammesso nelle zone limitrofe», dice l'assessore. Per la città storica vorrebbe dire la morte della residenza a favore della monocultura turistica, senza che il Comune possa dire la sua. La delibera di Ca' Farsetti di fatto è una proposta di legge regionale di iniziativa del consiglio comunale (perché il testo dovrà essere approvato prima dal parlamentino veneziano) per modificare il Piano Casa. Il provvedimento sarà adesso condiviso con gli altri capoluoghi di Provincia che riprenderanno il testo e faranno partire l'iter fino a chiamare l'aula di Palazzo Ferro Fini a votare quelle modifiche che i sindaci, ma a quanto pare anche diversi consigli regionali, auspicano, di fatto reintroducendo quel potere di veto ai Comuni che il vicegovernatore del Veneto Marino Zorzato ha voluto fortemente «tagliare». In una partita ancora tutta da giocare c'è anche il ricorso del governo alla Corte Costituzionale. Il consiglio dei ministri infatti ha deciso di impugnare davanti alla Consulta la legge approvata sul finire di novembre in consiglio regionale (a fatica: 28 voti a favore e 17 contrari su 60 a disposizione, con la Lega Nord dilaniata), che ha spinto i sindaci sulle barricate contro la terza versione del Piano Casa.
Veneto. Piano Casa, Ca' Farsetti detta le modifiche
Il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato una delibera che modifica la legge regionale sul Piano Casa. La delibera introduce due modifiche sostanziali: la reintroduzione delle competenze in materia di pianificazione del territorio ai Comuni e la possibilità di utilizzare i fondi per adeguare strade e fognature. Tuttavia, la città di Venezia contesta la possibilità di costruire nuovi edifici nell'arco di 200 metri dall'appezzamento dove c'è la prima casa e vuole bloccare il cambio di destinazione d'uso degli immobili. La delibera sarà condivisa con gli altri capoluoghi di Provincia e farà partire l'iter fino a chiamare l'aula di Palazzo Ferro Fini a votare quelle modifiche.
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