VAIRANO PATENORA L'antica Abbazia della Ferrara "muore" sotto il peso dell'incuria e dell'indifferenza delle istituzioni che dovrebbero, invece, tutelarla. Con essa rischia di scomparire l'affresco che ritrae Celestino V. Un sito unico al mondo che dovrebbe essere tutelato e valorizzato, invece è incustodito e abbandonato a se stesso. L'ultimo terremoto ha lesionato ulteriormente i resti dell'Abbazia della Ferrara e della cappella che ospita l'affresco che ritrae Papa Celestino V, ancora frate. Domenico Caiazza - del Centro Studi sul Medioevo di Terra di Lavoro - scrive alle istituzioni e alle autorità competenti, per segnalare l'imminente grave pericolo di crollo a seguito dei recenti eventi sismici: «La cappella in oggetto è un edificio gotico di eccezionale valore monumentale ed ospita un affresco medievale con Madonna tra i Santi Pietro e Paolo, nonché la raffigurazione del funerale di Malgerio Sorel, già falconiere dell' Imperatore Federico II, con rarissima effige di Celestino V ed un importante scritto dedicatorio ritmico in caratteri gotici. Un paio di anni addietro su richiesta del Centro Studi l'affresco è stato restaurato dalla Banca Capasso Antonio spa e il comune di Vairano ha provveduto al puntellamento della cappella dissestata. Non sono seguiti altri indispensabili interventi di consolidamento. Si suggerisce al Comune di Vairano o a chi di dovere di indire con urgenza una conferenza dei servizi al fine di evitare il deterioramento di un eccezionale monumento architettonico e dei suoi tesori artistici». Prima badia cistercense nel regno di Napoli, fu luogo di culto, fortezza e azienda agraria. Oggi - precisa Caiazza - dopo aver accolto Federico II e Celestino V, ospita gufi e volpi mentre il bosco ne invade le grandiose rovine. In questa abbazia era praticata la devozione alla Terza Persona della Trinità. Papa Celestino V per 18 anni studiò nell'Abbazia della Ferrara prima di partire per Roma dove fu ordinato sacerdote.