NAPOLI La chiesa di Santa Maria della Colonna, in via dei Tribunali, rappresenta l'ultima frontiera in materia di difesa del patrimonio a Napoli. Il cinquecentesco edificio chiuso da decenni e in attesa degli interventi di recupero promossi nell'ambito del Grande progetto Unesco, continua inesorabilmente a sgretolarsi, nonostante da qualche tempo appaia fasciato in verdi e rassicuranti tele. Queste ultime, infatti, non sono state applicate per tutelare il bene culturale, ma per proteggere chi transita lungo piazzetta Gerolomini. Insomma, prima il monumento si deteriorava nell'indifferenza generale, adesso invece fa paura e incombe sui passanti con le sue mura friabili e le statue pronte a balzare sul selciato. La "trasformazione" è avvenuta nel giugno scorso, quando improvvisamente una pioggia di calcinacci ha imbiancato la strada di fronte al luogo di culto. Cadevano dal cornicione e dalle pareti. Nessuno per fortuna si è fatto male, però sono stati giustamente chiamati i pompieri che hanno recintato la zona in attesa delle operazioni di "spicconatura intonati facciata e cornicione", regolarmente eseguite alla fine di luglio. E per maggior garanzia, ogni sporgenza - compresa una delle due angeliche sculture in stucco poste ai lati dell'ingresso dall'architetto Antonio Guidetti nel 1715 - è stata impacchettata per evitare danni a cose o persone. «A dispetto degli interventi - dichiara il presidente del comitato civico di Portosalvo, Antonio Pariante - la chiesa continua ad essere soltanto un imbarazzante Tazebao per i manifesti elettorali, così come è stato negli ultimi trent'anni. Eppure parliamo di un complesso originariamente destinato a ricovero per gli orfani e poi divenuto un importante conservatorio musicale in cui ha studiato Giambattista Pergolesi». Il progetto di riqualificazione del sito, per il quale sono stanziati un milione e mezzo di euro, prevede la "rivitalizzazione delle attività assistenziali e di accoglienza per le fasce deboli della popolazione" e l'utilizzo degli interni (dove sono conservati tre dipinti di Paolo De Matteis del XVIII secolo) per attività culturali e formative. «Però dobbiamo tener conto - avverte Pariante - che se non partono i cantieri e si completano i lavori entro il 2015, si rischia di perdere i finanziamenti europei». Aspettando la rinascita promessa, smog e incuria contribuiscono alla lenta corrosione del finissimo impasto di gesso e calce con cui sono state realizzate le sculture (sarà un'impressione, ma quella di destra sembra quasi pendere sul capo dell'ortolano che ogni giorno sistema la merce ai sui piedi). Comunque i volti delle due auguste figure femminili non hanno mutato espressione. Dolenti erano prima, sotto lo spesso strato di sudiciume che le ricopre, e tristi simulacri di un'arte violata rimangono oggi che da risorse diventano minaccia. La storia di Napoli crolla letteralmente sulla testa dei suoi abitanti, costringendoli ormai ad una paradossale difesa "dal" patrimonio.
Napoli. Crolla Santa Maria della colonna
La chiesa di Santa Maria della Colonna a Napoli sta deteriorandosi a causa della mancanza di interventi di recupero. Il complesso, che include un conservatorio musicale e un museo, è stato chiuso da decenni e continua a sgretolarsi. I lavori di recupero, promossi dall'Unesco, sono stati iniziati, ma la chiesa è ancora in pericolo. La "trasformazione" è avvenuta quando una pioggia di calcinacci ha imbiancato la strada di fronte al luogo di culto, facendo cadere calcinacci e statue. I pompieri hanno recintato la zona e hanno eseguito operazioni di "spicconatura intonati facciata e cornicione".
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