In una lettera al ministro Bray, 49 professori di atenei di ogni parte del mondo dichiarano di condividere la scelta di Massimo Osanna, a sua volta docente e direttore della Scuola di Archeologia all'Università di Basilicata, come soprintendente di Pompei. Non solo. I prof promettono che faranno di tutto per «sostenere» la realizzazione del progetto per recuperare pienamente gli Scavi. Dove però oggi si tiene una nuova assemblea sindacale. Appena si è sparsa la voce che il ministro dei Beni culturali aveva scelto Massimo Osanna come soprintendente di Pompei, il rettore dell'ateneo lucano non ha avuto timore di sbilanciarsi. Mauro Fiorentino ha detto che la nomina «è motivo di grande vanto e di enorme soddisfazione per l'Università della Basilicata». Ma non ha fatto cambiare idea alla Uil, la cui direzione nazionale ha annunciato subito un esposto alla Corte dei conti contro la scelta del ministro della Cultura per il vertice della Soprintendenza, perché non ci sarebbe stato motivo di puntare su un «esterno». Eppure Osanna, professore universitario e direttore della Scuola di specializzazione in Beni archeologici dell'Università della Basilicata, che è stato pure soprintendente nella su« regione, è molto stimato. E prova ne è una lettera inviata a sostegno della sua nomina da un folto gruppo di specialisti stranieri del settore. Ben quarantonove professori hanno scritto a Bray per affermare che «la nomina a Soprintendente di Pompei di un professore universitario come Massimo Osanna, docente unanimemente stimato per la varietà dei suoi interessi di ricerca e per la molteplicità delle sue collaborazioni internazionali, rispecchia lo spirito di sperimentazione scientifica e istituzionale che caratterizza sin dalla sua origine l'archeologia pompeiana». Alla luce del grande piano di salvaguardia dei siti di Pompei e delle città del Vesuvio, scrivono gli specialisti, «la presenza, nella squadra incaricata di un impegno così difficile, di un nostro collega, di cui abbiamo avuto occasione di apprezzare le doti intellettuali e organizzative, suona per tutti noi come un invito a rafforzare il contributo delle istituzioni universitarie che rappresentiamo alla conoscenza e alla preservazione di un patrimonio unico e insostituibile come quello di Pompei». Con il plauso alla scelta effettuata da Bray, arriva anche una promessa: «Abbiamo colto questo invito e, con i mezzi che potremo mettere a disposizione, faremo del nostro meglio per sostenere lo sforzo del Ministero dei Beni e delle Attività culturali, attraverso la squadra dirigente che è stata scelta per questo impegno, nelle sfide difficili che dovrà affrontare». La promessa è sottoscritta da prof di prestigiosi atenei greci, francesi, svedesi, finlandesi, tedeschi, olandesi, svizzeri, spagnoli, portoghesi, americani. Per Osanna, e anche per Bray, la lettera di tanti specialisti di mezzo mondo costituisce certamente motivo di soddisfazione. Tuttavia è dalla Corte dei conti che il nuovo soprintendente attende il via libera per considerarsi tale e insediarsi a Pompei. Nel frattempo, e mentre le prime immagini del nuovo film dedicato a Pompei rinnovano la suggestione della sua storia, intorno all'area archeologica si sta combattendo anche un'altra battaglia. Una lotta, però, che non ha davvero nulla degli epici scontri tra i gladiatori. I sindacati, infatti, hanno organizzato una serie di assemblee per porre nuovamente il problema del personale, troppo esiguo per garantire la sorveglianza dell'enorme sito archeologico. Una rivendicazione fondata, come fondata è la critica al ministero che sembra ignorare il problema. Meno sensato è che a farne le spese, negli ultimi quattro giorni, sono stati i turisti, parecchi dei quali stranieri, rimasti a lungo fuori dagli Scavi. La raffica di assemblee, proprio in concomitanza con la nomina del soprintendente, pone molti dubbi. E oggi si replica.
Pompei. Prof da tutto il mondo: Osanna ok
49 professori di atenei di tutto il mondo hanno scritto a Massimo Osanna, docente e direttore della Scuola di Archeologia dell'Università della Basilicata, per dichiarare di condividere la sua scelta come soprintendente di Pompei. I professori, provenienti da atenei di Grecia, Francia, Svezia, Finlandia, Germania, Olanda, Svizzera, Spagna, Portogallo, America e altri paesi, sostengono che la nomina di Osanna è un invito a rafforzare il contributo delle istituzioni universitarie alla conoscenza e alla preservazione del patrimonio di Pompei. La lettera è stata inviata al ministro dei Beni culturali Bray.
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