VENEZIA Palazzo Grassi, le trattative con Pinault proseguono e la partita potrebbe chiudersi prima del passaggio di consegne tra il sindaco uscente Paolo Costa e il neoeletto primo cittadino che uscirà dal ballottaggio di domenica e lunedì. Ieri sera Costa era a Parigi a cena proprio con il «re della moda» Pinault e, se la definizione degli ultimi dettagli non incontrerà ostacoli, il nuovo accordo di cessione al magnate francese potrebbe essere sottoposto al consiglio di amministrazione (Cda) del Casinò già dopodomani. La Casa da gioco ha convocato per giovedì il Cda, primo passo per la ratifica che deve passare anche attraverso l'ok dell'assemblea dei soci, da tenersi non prima di dodici giorni, come prevede lo statuto del Casinò. Ma i tempi per non cedere il pallino del gioco al nuovo sindaco, che subentrerà formalmente a Costa solo dopo quindici giorni dal ballottaggio, ci sono tutti. E dunque potrebbe essere l'attuale amministrazione ad arrivare, sia pure al fotofinish, alla consegna del Palazzo ai nuovi proprietari. Una prospettiva che rischia così di infiammare ulteriormente gli ultimi giorni della campagna elettorale. Il più critico dei due candidati è Massimo Cacciari che, in questi giorni, non ha risparmiato gli attacchi nei confronti delle mosse del sindaco uscente e della Casa da gioco. Affondi dopo che i protagonisti veneziani hanno interrotto le trattative con Angelo Guido Terruzzi (il magnate ligure, industriale «re» del nichel, disposto ad acquistare il 95 per cento del Palazzo per collocarvi la sua maxi-collezione d'arte, «accontentandosi» del piano nobile e del teatrino). Tutto per preferire chiudere la trattativa con Francois Pinault, del cui gruppo fanno parte Gucci e Fnac. La critica di Cacciari nei confronti di Costa e del Casinò investe ovviamente in modo più che diretto l'avversario Felice Casson: il filosofo contesta all'ex giudice di non aver preso le distanze da un'operazione che anche all'interno della stessa giunta Costa ha incontrato non pochi oppositori. A cominciare dall'assessore al Bilancio, Giampaolo Sprocati, tra i fautori e i principali sostenitori della trattativa con Terruzzi) che, nei giorni scorsi, aveva invitato a lasciar chiudere gli accordi al nuovo sindaco. L'accordo con Pinault non prevederebbe l'acquisto, ma una sorta d'affitto, con il pagamento delle spese sostenute dal Casinò per il passaggio di proprietà dalla Fiat (30 milioni di euro), in cambio del quale il collezionista francese otterrebbe l'80 della società che avrà in gestione il palazzo per i prossimi 60 anni. Pinault (con il direttore artistico in pectore Jean Jacques Aillagon, ex ministro francese) vorrebbe collocare la propria collezione d'arte contemporanea nel teatrino, da utilizzare anche come show room per le sue numerose griffe. Per quanto riguarda la gestione culturale del Palazzo e l'organizzazione delle mostre, il nuovo consiglio di amministrazione della società sarebbe nettamente sbilanciato verso i francesi: i membri nominati da Pinault sarebbero sette mentre il Comune ne nominerebbe uno soltanto, con un presidente di garanzia super partes.