GRANDE progetto Unesco: gara contro il tempo. Comune e Regione annunciano l'arrivo di 100 milioni di finanziamenti europei e elencano i quattro cantieri partiti a dicembre scorso, quattro bandi di gara in scadenza nelle prossime settimane e a seguire i 19 progetti già elaborati e costati 37 milioni (fonte Soprintendenza). Ma a mettere un freno al clima da "annuncio"(che sul centro storico affonda le radici negli anni in cui era sindaco Bassolino) è una scadenza chiara: il grande progetto Napoli-Sito Unesco dovrà essere completato, collaudato e rendicontato, senza possibilità di deroghe, alla Commissione europea entro il 31 dicembre 2015, pena la perdita dell'intero finanziamento. E a lanciare un monito sono due omonimi: Giorgio Cozzolino, soprintendente ai Beni architettonici e Andrea Cozzolino, vice capodelegazione del Pd al Parlamento europeo. Giorgio Cozzolino parla in conferenza stampa e si rivolge direttamente al sindaco Luigi de Magistris e al presidente della Regione, Stefano Caldoro: «Ringrazio tutti per il grande lavoro di squadra, ma sono molto preoccupato. La dilatazione dei tempi di progettazione ci costringe ad aprire e chiudere i cantieri in tempi brevissimi. Per chi si occupa di restauro questo è un serio punto interrogativo. Facciamo sì che si riesca a far presto. Non voglio rovinare il clima di festa ma da tecnico devo essere realista». E Andrea Cozzolino: «Fino ad oggi, non è stato ancora nemmeno aggiudicato il primo lotto di gare con cui si riuscirà a coprire a mala pena un quarto dell'intero investimento. Comune e Regione sono in enorme ritardo. Nelle prossime settimane saranno resi noti gli esiti delle prime gare per un ammontare di circa 20 milioni di euro, su un investimento di 100 milioni, già più che dimezzato rispetto all'importo originario di 220 milioni». Preoccupato «per i ritardi» anche il presidente del Consiglio provinciale di Napoli Luigi Rispoli: «Se i progetti che verranno realizzati fossero solo quattro sarebbe l'ennesimo fallimento ». I quattro progetti i cui cantieri sono stati inaugurati lo scorso dicembre sono: l'Insula del Duomo, il complesso dei Santi Severino e Sossio, i Girolamini e San Paolo Maggiore. Di prossima pubblicazione anche i bandi di gara per la progettazione che riguardano San Pietro Martire, Santa Maria Maggiore, Santa Maria della Colonna e cappella Pignatelli. Ma la strada verso il centro storico restaurato sembra tutta ancora in salita e il tempo è nemico, come teme il soprintendente. «Siamo alla svolta perché finalmente siamo arrivati a bandire le gare. Stiamo entrando nella fase operativa», spiega l'architetto Giancarlo Ferulano dirigente per il Comune del Servizio programma Unesco. Ecco spiegato il «ce l'abbiamo fatta» del sindaco de Magistris, che sottolinea: «Questa è la Napoli che vogliamo, la Napoli che dimostra di saper spendere bene i fondi europei». E l'entusiasmo è generale. «Il Grande progetto centro storico fa parte di una strategia complessiva della Regione Campania, ricorda Eduardo Cosenza, assessore regionale ai Lavori pubblici. Ma appunto come dicono i tecnici oggi, febbraio 2014, si aprono le gare. Comune e Regione ce la faranno ad aprire e chiudere 27 cantieri (come recitano le immagini che scorrono in sala giunta alle spalle del sindaco e del governatore) in meno di due anni, lavorando su «monumenti storici di grandissimo pregio e quindi delicatissimi », come ricorda il soprintendente?