PRATO Niente direttore, ma soprattutto niente Sgarbi. Non una voce ufficiale esce dalla stanza dove si è svolta la lunghissima riunione di ieri pomeriggio, quando il Consiglio direttivo del centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci si è riunito per discutere le candidature alla direzione del museo. La discussione è aggiornata alla prossima settimana, bocche cucite. Ma è ormai chiaro che di Vittorio Sgarbi e del suo curriculum d'ora in poi a Prato si parlerà poco. Il Consiglio comunale guidato dal sindaco della città Roberto Cenni, infatti, sta lavorando su un nome che sia unanimemente condiviso. Dal canto suo Sgarbi fa sentire tutto il suo livore. Ieri pomeriggio, mentre i consiglieri del Pecci si riunivano, lui rilasciava alcune inequivocabili dichiarazioni al programma radiofonico «Bella vista di sera», su Controradio. «Avevo parlato personalmente sia con Cuperlo che con Renzi perché qualcuno a sinistra non mi schiacciasse», ha detto il critico. Che però si è sentito tradito dallo stesso sindaco a cui augura irriferibili cose: «Non voglio più avere a che fare con lui, dopo che mi ha chiesto di fare il direttore ha nominato una commissione di incompetenti che mi ha giudicato non idoneo. Cenni deve pagare più degli altri».