Cinque mozioni, un'ora di discussione pro e contro tutte le soluzioni Casson: fermiano i barbari, magari asserviti alle società crocieristiche VENEZIA - Cinque mozioni e un dibattito acceso e trasversale. E' stata una lunga battaglia quella di ieri in Senato sul tema delle grandi navi e del canale Contorta Sant'Angelo. Con un braccio di ferro simile, per toni e contenuti, a quello tra «Sì navi» e «No navi» che anima da ani il dibattito cittadino. E oggi si replica: alle 9.30 riprende infatti la seduta con il voto. In aula sono state discusse le mozioni di Pd, Scelta civica, M5S, contrarie all'inserimento del nuovo canale in legge obiettivo, e di Forza italia e Ncd, favorevoli invece alla via veloce per il nuovo scavo. Solo su un punto ieri a palazzo Madama i senatori sono stati d'accordo: le grandi navi non possono più passare per San Marco e canale della Giudecca. Per oltre un'ora i senatori hanno discusso di come conciliare sviluppo e lavoro con la tutela di monumenti e ambiente. «Vorremmo si evitassero nuovi barbari che vogliono sfruttare Venezia, magari asserviti a società crocieristiche - ha tuonato Felice Casson (Pd), primo firmatario della mozione dei democratici - non dobbiamo essere miopi e pensare solo per il 2014 e 2015, le norme ci sono, la Vas (Valutazione ambientale strategica, ndr) e la Via (Valutazione di incidenza ambientale, ndr) devono studiare tutti i progetti per estromettere le navi dal centro storico». Contro la divisione tra «barbari distruttori» di Venezia e «paladini» della città, Mario Dalla Tor, Ncd, si è appellato alla «storica condivisione di obiettivi» che ha portato al progetto del terminal off shore per le merci. La mozione di Ncd promuove lo scavo del Contorta e difende il comparto della crocieristica. «Nel 1973 la legge speciale fu votata quasi all'unanimità - ha detto - oggi proviamo a trovare una posizione comune, sarebbe una bella pagina per Venezia e il Paese». Forza Italia, con primo firmatario Maria Elisabetta Alberti Casellati, chiede invece di «riconoscere il canale Contorta quale opera strategica di interesse nazionale - si legge nella mozione - per ridurne i tempi di realizzazione e l'elaborazione degli studi necessari». «È un documento di sano buon senso - ha spiegato Anna Cinzia Bonfisco - dal '97 a oggi il Porto è passato da 300 mila a un milione e 800 mila passeggeri, i numeri non dicono tutto ma sono rilevanti». Antitetica la posizione del M5S. «Ho assistito al passaggio di una nave, una scena impressionante - ha raccontato Stefano Lucidi, senatore di Spoleto - era fuori scala, più grande dei palazzi storici, l'ennesima opera fuori dimensione come l'autostrada Orte-Mestre». «Venezia è un capolavoro, esempio eccezionale di artificio umano e natura, abbiate un sussulto di buon senso, leggete e votate la nostra mozione», ha sottolineato Laura Bottici, M5S. La senatrice di Carrara ha ricordato che una sola nave produce lo smog di 14 mila auto e che a Venezia ci sono più tumori ai polmoni che nel resto d'Italia. A favore del vaglio di tutti i progetti alternativi, il professore padovano Gianpiero Dalla Zuanna (Scelta civica) mentre Laura Puppato, Pd, ha chiesto di tutelare la laguna dai rischi della crocieristica. «Ambiente, sicurezza, tutela del lavoro, dei cittadini e dei turisti vanno di pari passo», ha detto il torinese Enrico Buemi, Pd, firmatario della mozione Casson che, in chiusura dei lavori, ha cercato una strada per mettere d'accordo le diverse anime di palazzo Madama. «Deposito una nuova mozione che porta la firma della maggioranza dei gruppi, auspicando che possa trovare l'accordo dell'aula», ha concluso. Il nuovo documento non fa aperture sull'inserimento dello scavo del Contorta Sant'Angelo in legge obiettivo ma cerca di trovare una mediazione sulla necessità di studiare e approfondire i progetti (Contorta, passaggio dietro la Giudecca di Scelta civica, trasloco a Marghera del sindaco, terminal off di Cesare De Piccoli, rivisitato da ambientalisti e M5S) in sede di Vas e Via.