L'Ordine: nessun bando di progettazione, affidata alla Soprintendenza NAPOLI Appalti del Grande Progetto Centro Storico di Napoli: è polemica tra l'ordine degli architetti e l'amministrazione comunale. Oggetto dello scontro: i bandi delle 27 gare di appalto, tra le quali le mura aragonesi a Porta Capuana (con fondi pari a 1.500.000 euro), Castel Capuano (5.000.000), il Complesso di Santa Maria della Pace (7.000.000),l'insula del Duomo (4.000.000), il Complesso dei Gerolomini (7.700.000), quelli di San Lorenzo Maggiore (3.000.000), San Paolo Maggiore (4.000.000) e San Gregorio Armeno, l'ex Asilo Filangieri. L'ordine degli architetti della Provincia di Napoli avrebbe preteso che la progettazione di quelle opere fosse messa a bando. E' stata invece riservata alla Soprintendenza. «Inammissibile», secondo il presidente dell'ordine, Salvatore Visone. Argomenta: «Va ricordato che, per l'affidamento di un incarico pubblico, è richiesto al libero professionista, ai sensi del Codice degli appalti, il possesso di molteplici requisiti di ogni genere. Per esempio, l'aver svolto incarichi per determinati importi in base alle categorie di progettazione richieste, il fatturato medio annuo, il numero di componenti dello studio professionale e la dotazione di attrezzature informatiche (hardware e software). Tutto ciò viene sistematicamente disatteso quando gli stessi progetti vengono effettuati all'interno delle stazioni appaltanti. Nutro inoltre forti perplessità sulla dotazione di attrezzature informatiche e programmi di grafica all'avanguardia all'interno degli enti appaltanti». Conclude: «Alla conferenza stampa di ieri in Comune, relativa al Grande Progetto nei siti Unesco, non solo non siamo stati invitati, ma a un nostro consigliere è stata addirittura negata la partecipazione». Le contestazioni dell'ordine degli architetti sono però assolutamente immotivate, secondo Giancarlo Ferulano, architetto a sua volta e funzionario di Palazzo San Giacomo. E' il responsabile unico del procedimento per il Grande Progetto Centro storico di Napoli. Ribatte alle accuse in questi termini: «La legge prevede che i progetti della pubblica amministrazione siano prioritariamente elaborati dalle pubbliche amministrazioni. Il principio è di non disperdere risorse e di ottenere il medesimo risultato, un progetto di qualità, a costi inferiori rispetto a quelli che si dovrebbero sopportare esternalizzando gli incarichi». Aggiunge: «Ovviamente i tecnici della Soprintendenza che redigono i progetti sono architetti più che qualificati. Le schede per il restauro, come prevede la normativa, sono redatte da restauratori e storici dell'arte in forza alla Soprintendenza. Anch'essi più che preparati». Ai liberi professionisti, sottolinea, è riservata peraltro una possibilità: «Laddove l'amministrazione non disponga delle specifiche professionalità necessarie, per esempio per la progettazione esecutiva di impianti e strutture ai Gerolomini ed a San Paolo Maggiore, ci si affiderà ad architetti esterni. L'impresa aggiudicataria dell'intervento comunicherà chi sono i suoi professionisti che hanno le categorie idonee e la progettazione sarà remunerata nell'ambito dell'importo previsto per l'impresa».
Napoli. Centro storico, è scontro architetti-Comune
L'ordine degli architetti della Provincia di Napoli ha espresso forti perplessità sulla dotazione di attrezzature informatiche e programmi di grafica all'avanguardia all'interno degli enti appaltanti per il Grande Progetto Centro Storico di Napoli. L'ordine ha anche contestato la decisione dell'amministrazione comunale di affidare le 27 gare di appalto senza richiedere la progettazione a un libero professionista. L'amministrazione ha risposto che la legge prevede che i progetti della pubblica amministrazione siano prioritariamente elaborati dalle pubbliche amministrazioni e che i tecnici della Soprintendenza sono architetti più che qualificati.
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