Dove i putti riprendono colore MANTOVA Visti da quassù, così da vicino, i putti pasciuti e i santi dai volti scavati sembrano uscire dai muri della cupola. E, complici i colori ritrovati, resi di nuovo brillanti dai tocchi delle restauratrici, le forme gigantesche diventano reali. Mantova, basilica di Sant'Andrea: da un anno, la squadra capitanata da Corinna Canale, capocantiere, si prende cura di dipinti, di stucchi e pareti a settanta metri d'altezza, in un cantiere da vertigini costruito su 33 piani di ponteggio. Quelli di questi giorni sono gli ultimi ritocchi, perché a breve gli interventi termineranno (la consegna dei lavori è prevista per il 14 febbraio) e, prima di Pasqua, le impalcature, se anche i lavori di consolidamento sulla «lanterna» danneggiata dal terremoto saranno completati, saranno smontate. Con il restauro della cupola settecentesca di Filippo Juvarra si completa l'intervento che, in tre lotti (costati oltre 5 milioni di euro, per circa la metà finanziati dalle fondazioni Cariplo e Cariverona), ha riportato al suo originale splendore la basilica progettata da Leon Battista Alberti. «E così spiega raggiante monsignor Roberto Busti, il vescovo di Mantova, mentre ci mostra i dipinti dell'Anselmi riconsegneremo alla città e al mondo questo tempio, costruito attorno alla reliquia del sangue di Cristo». Il restauro ha riguardato oltre tremila metri quadrati di superficie pittorica, ma anche stucchi, statue e dorature. Agli interventi previsti dal progetto iniziale, firmato dall'architetto Monica Nascig, direttore dei lavori, si sono aggiunti quelli resi necessari dal terremoto del maggio 2012, quando anche nella basilica, la chiesa più grande della città, si formarono crepe e caddero porzioni di intonaco. «Il terremoto spiega Nascig ha fatto danni laddove c'erano discontinuità di fabbrica. Ora siamo intervenuti con materiali che dovrebbero garantire maggiore elasticità in caso di nuovi movimenti». Si è rimediato così ai danni causati da secoli di infiltrazioni d'acqua, di deposito di polveri atmosferiche e residui di combustione (l'illuminazione era a gas) e a quelli provocati dalle scosse, ma si è tentato pure di restituire agli affreschi del veronese Giorgio Anselmi le tinte originali, cancellate in parte dai ritocchi dei primi del Novecento, all'epoca molto criticati: dopo la pulitura a secco e con acqua deionizzata, i restauratori hanno reso più omogenei i colori utilizzando semplici gessetti. Ora tutto è pronto, o quasi, per tornare a brillare: farà la sua parte la nuova illuminazione a led, con i punti luce rispettati come nel Novecento. Tempi rispettati. Il segreto? «Il gioco di squadra», spiega Antonio Fabbri, coordinatore della sicurezza, aprendoci la finestra della lanterna per farci uscire sul ballatoio esterno. Siamo sopra la cupola dipinta, sopra un cielo blu, le fronde verde scuro e gli angioletti che danzano. E lì sotto c'è Mantova, i laghi e il castello, il Medioevo e il Rinascimento impacchettati per lavori. Ma, almeno qui, ancora per poco.
Mantova. I restauri sulla cupola di Sant'Andrea. A 70 metri d'altezza
La basilica di Sant'Andrea a Mantova è stata oggetto di un restauro che ha richiesto oltre 5 milioni di euro. La squadra capitanata da Corinna Canale ha lavorato per tre anni, con interventi che hanno riguardato oltre tremila metri quadrati di superficie pittorica, stucchi, statue e dorature. Il terremoto del 2012 ha causato danni alla struttura, ma gli interventi hanno anche riguardato la ripristinazione degli affreschi del veronese Giorgio Anselmi, che avevano perso tinte originali a causa di ritocchi del Novecento. Il restauro è stato possibile grazie al gioco di squadra, con una squadra di 150 persone che hanno lavorato insieme per tre anni.
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