Il sindaco: impegni, non promesse. Via ai primi lavori alle mura, con i soldi della Regione VOLTERRA «Ci vorranno anni per ricominciare a contare da quassù le navi che passano da Capraia». Carlo Bigazzi è il titolare del Caffè dei Fornelli, cenacolo d'arte e cultura sulle mura spazzate via che erano la finestra di Volterra. Ha le lacrime agli occhi quando parla di quello squarcio nel cuore del borgo. Sul bancone del Caffè ha messo una grossa mano in terracotta recuperata dopo il crollo nel laboratorio di un artista in via Lungo le Mura «perché fermi la nostra caduta». Dietro le transenne, davanti alla voragine, è rimasto imprigionato anche il «cuore di Margherita Hack», spiega Alessandro Marzetti, scenografo e scultore che ha lavorato con l'astrofisica a uno spettacolo teatrale. «È un meteorite in alabastro con una margherita e non sono ancora riuscito a portarla via». Si sentono orfani gli artisti senza i loro laboratori, senza quel tratto di mura che tutti qui chiamano «la piccola Montmartre di Volterra». Per tutto il giorno, sotto una pioggia incessante, al Caffè è un via vai di persone in lutto. Quel grosso telo bianco anti-pioggia steso sul ciglio del precipizio che si è spalancato davanti a case, botteghe e laboratori, sembra un lenzuolo steso da una mano pietosa a nascondere lo scempio che adesso diventa anche un'attrazione per i turisti. «Carlo se si frana si frana tutti insieme», ha scritto qualcuno sul libro dei ricordi al Caffè il giorno dopo il crollo delle mura. «Ma noi non ci arrendiamo dice Carlo Volterra è la città di pietra, qui festeggiamo l'unico santo che non esiste, San Luca degli alabastrai. Siamo in grado di rinascere, non saremo una nuova Aquila promette qui, per fortuna, non dobbiamo neppure fermarci a piangere i morti. Noi non vogliamo le parate di stelle e poi riflettori che si spengono, questo non lo permetteremo mai». Sabato già si riparte, con una serata tributo a Guccini, «perché se siamo in movimento sentiamo meno dolore». «La gente di Volterra nel '44 durante la guerra spiega il sindaco Marco Buselli è stata in grado di fermare i nazisti che volevano abbattere la Porta all'Arco di origine etrusca per rallentare l'avanzata dei soldati americani. I volterrani trovarono la soluzione: basta murarla, invece di abbatterla. Così per un giorno e una notte intera lavorarono uomini, donne e bambine per salvare la porta. Accadrà così anche questa volta». Ieri intanto una prima risposta è già arrivata al termine del sopralluogo dei tecnici del Comune, della Regione e della Sovrintendenza. La Regione Toscana, così come aveva promesso il Governatore Enrico Rossi, ha messo a disposizione subito un milione e 200 mila euro per iniziare i lavori. Si tratterà di mettere in sicurezza la zona colpita dalla frana. Entro la settimana prossima si decideranno le fasi successive dei lavori. «La nostra priorità spiega il sindaco Marco Buselli sarà quella di far rientrare le famiglie nelle case. Poi si penserà alle mura e alla ricostruzione». Nei prossimi giorni verrà fatta anche una mappatura delle mura di cinta, per valutare se ci sono altri punti deboli. Ieri mattina il tecnico della sovrintendenza, guardando le pietre bombate nella parte bassa delle mura, ha spiegato che alcune di quelle potrebbero aver assorbito molta acqua. «Ringrazio la Regione ha detto il sindaco per l'impegno, la celerità e l'assunzione di responsabilità nel dare insieme a noi una risposta immediata ai cittadini. Adesso aspettiamo che sia il Governo a mantenere le promesse che ci ha fatto il ministro Massimo Bray durante la sua visita qui».
Volterra, il fantasma de L'Aquila. Basta parate, ora servono fatti
Il sindaco di Volterra, Marco Buselli, ha promesso di iniziare i lavori per ricostruire le mura della città dopo il crollo del 2023. La Regione Toscana ha messo a disposizione un milione e 200 mila euro per iniziare i lavori, che prioritariamente saranno quelli di far rientrare le famiglie nelle case. I lavori saranno condotti con la collaborazione del Comune e della Sovrintendenza. Il sindaco ha anche promesso di fare una mappatura delle mura di cinta per valutare se ci sono altri punti deboli. La città di Volterra è stata colpita dal crollo delle mura, che hanno causato danni significativi alle case e alle botteghe.
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