Dietro all'ex Pirotecnico di viale Panzacchi, impacchettato da due anni perché a rischio crollo, che l'architetto Glauco Gresleri vorrebbe abbattere per svelare la collina, c'è un mondo sconosciuto e interdetto ai bolognesi: officine, magazzini, casupole, rimesse, padiglioni belli e brutti, una ciminiera, depositi, strade, sentieri e poi prati e alberi, leggendari cunicoli sotterranei. La Staveco: uno spazio deserto e abbandonato, 9 ettari senza rumori, grazie proprio a quell'edificio che oscura la vista dei colli e fa da schermo sonoro dei viali. Un'invisibile cittadella, misteriosa e silenziosa. Dietro all'ex Pirotecnico di viale Panzacchi, imbustato dentro alle impalcature da due anni (la «stecca» che l'architetto Glauco Gresleri vorrebbe abbattere per aprire la città alla collina) c'è un mondo sconosciuto e interdetto: officine, magazzini, case, rimesse, padiglioni belli e brutti, una ciminiera, depositi, strade, piazzette, sentieri e poi prati e alberi, e leggendari cunicoli sotterranei e gallerie. La Staveco, ex area militare: uno spazio deserto e abbandonato, 9 ettari senza rumori, grazie proprio a quell'edificio lungo, grigio e sporco che, se è vero che oscura la vista dei colli, fa da schermo sonoro dei viali. La cittadella, dismesse le vesti militari, è pronta (speriamo prima possibile) a far parte della città che è lì, a due passi: 15 minuti a piedi da piazza Maggiore, a dir tanto, e altrettanti per raggiungere l'Acropoli cittadina, San Michele in Bosco. È vero, manca un collegamento diretto, una camminata, un sentiero agevole che superi il verde dislivello: ma quel collegamento città-collina si farà. Tanti gli studi, i disegni, i rendering che sognano questa «svolta» (magari riscoprendo l'Aposa che passa proprio sotto l'attuale parcheggio). Ma fra il dire e il fare che riguarda soprattutto la riqualificazionetrasformazione di tutto il comparto serve un piano finanziario, un investimento sostenibile. Comune e Alma Mater stanno pensando di trasformare l'ex cittadella militare in campus universitario, con parco città-collina. Studenti al posto di soldati: la battaglia del futuro. Merola assicura 25 milioni, speriamo mantenga la parola. Vediamo allora cosa c'è dentro la Staveco, partendo dall'ingresso del parcheggio temporaneo allestito a ridosso dei 4 campi da tennis lì da più di 50 anni. A destra l'immensa e affascinate area delle storiche scuderie dell'esercito, costruite a ridosso dell'Annunziata, dotate un tempo anche di un galoppatoio (ora irriconoscibile) che, cinto da una tettoia porticata, s'addossa alla collina sotto San Michele. La cittadella militare è a sinistra. Una lunga strada corre alle spalle dello «steccone» che è anche l'edificio più grande fra i 50 presenti in questi 9 ettari. Nonostante però la densità incredibile del lotto il dialogo con il verde è presente e tangibile. Costeggiando lo «steccone» a destra una serie di costruzioni quasi tutte di colore rosso e con finestre verdi bordate di bianco. Alcune ritenute meritevoli di essere tenute in piedi e ripristinate, altre demolibili. Il progetto di recupero prevede la conservazione di edifici con valore storico-architettonico per un totale di quasi 30 mila mq e la demolizione di manufatti privi di interesse (più di 16 mila mq). In fondo alla strada, a tratti lastricata, c'è quella che consideriamo la piazzetta centrale, data la presenza della ciminiera, dietro l'officina più grande del comparto, dove per anni si sono aggiustati i carri armati. Notevoli alcuni particolari, come le colonnine in ferro battuto decorate. Poi altri caseggiati e in mezzo un dedalo di vie. A dominare il tutto il rosso delle «case» e il verde della natura. Deliziose le stradine che dolcemente salgono verso la collina. È salendo verso la collina che si godono gli scorci più belli. Il silenzio è struggente, i ruderi pure. Nella macchia ci saranno le leggendarie gallerie che perforano la collina? Di sicuro c'è la fonte Remonda che rifornisce d'acqua il Nettuno. Uno sguardo indietro e ecco la cittadella immobile, piena di tettoie e alberi. . Dopo tante esplosioni, finalmente in pace eppure ancora da conquistare.
Corriere della Sera
5 Febbraio 2014
Bologna. Ex Pirotecnico. In viaggio nella città oltre il rudere
FE
Fernando Pellerano
Corriere della Sera
La Staveco è un complesso di 9 ettari di area militare abbandonata, situato dietro l'ex Pirotecnico di viale Panzacchi a Bologna. L'edificio è stato chiuso da due anni a causa di un crollo e l'architetto Glauco Gresleri vuole abbatterlo per svelare la collina. Tuttavia, la Staveco è un mondo sconosciuto e interdetto, con officine, magazzini, case, rimesse, padiglioni e prati. La cittadella militare è stata dismessa e ora è pronta a far parte della città, a due passi da piazza Maggiore e dall'Acropoli cittadina.
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