VERONA «Posso dire che il percorso proposto dal Fai mi sta bene, ma al momento siamo solo davanti a una bozza di accordo che prima di diventare ufficiale dovrà passare al vaglio della giunta, cosa che accadrà solo nelle prossime settimane». L'assessore comunale Enrico Toffali commenta così la lunga riunione dell'altra mattina coi vertici del Fai per discutere del futuro della grande area del Lazzaretto, a Porto San Pancrazio. E il collega Marco Giorlo, «rispolvera» l'ipotesi di coinvolgimento dei privati. VERONA «Posso dire che il percorso proposto dal Fai mi sta bene, ma al momento siamo solo davanti ad una bozza di accordo che prima di diventare ufficiale dovrà passare al vaglio della giunta, cosa che accadrà solo nelle prossime settimane». L'assessore comunale Enrico Toffali commenta così la lunga riunione dell'altra mattina coi vertici del Fai (Fondo Ambiente Italiano) per discutere del futuro della grande area del Lazzaretto, a Porto San Pancrazio. Toffali è stato preso in contropiede dalle dichiarazioni (forse un po' troppo ottimistiche) fatte al nostro giornale dai dirigenti dell'associazione, che al termine dell'incontro si sono spinti a prefigurare sia quanto accadrà nei prossimi due anni (con la gestione da parte del Fai dell'area, da aprire il più presto possibile ai veronesi) sia quanto accadrà nel periodo successivo (con una convenzione pluriennale, in base alla quale realizzare la passerella tra le due sponde dell'Adige, il centro d'incontro per le riunioni e per le visite). Dichiarazioni che avevano spinto decisamente sull'acceleratore. E Toffali preme allora il pedale del freno: «La bozza d'accordo (che l'assessore ci fa vedere, ndr) ha ancora alcune parti in bianco, com'è logico che sia. L'ipotesi è quella di cui avete scritto ieri sul Corriere di Verona, ma siamo appunto solo davanti ad una bozza da completare e su cui devo soprattutto avere il via libera della giunta comunale, che è l'unica autorizzata a dire il sì definitivo». Dopo aver ricevuto una telefonata dello stesso assessore, anche il direttore generale del Fai nazionale, Angelo Maramai, puntualizza in una lettera che «la proposta del Fai deve essere ancora sottoposta alla giunta comunale e agli organi competenti per trasformarsi in accordo ed allo stato dei fatti è ancora una proposta su cui il Comune di Verona si deve pronunciare». Il cronoprogramma prevede quindi adesso che gli avvocati (Stefano Dindo per il Fai e Marco Caineri per il Comune di Verona) rivedano i dettagli, fissando un nuovo incontro tecnico tra 15 giorni ed uno tra Comune e Fai tra un mese. Ma dietro le questioni tecniche, riemerge in realtà un problema che è tutto politico. L'assessore Toffali è infatti da sempre ben disposto nei confronti del progetto del Fai. Ma in giunta c'è chi non sembra affatto intenzionato a rinunciare all'altra ipotesi già messa sul tavolo, quello della società sportiva «Fair Play», che proprio al Lazzaretto intende realizzare una serie di impianti nonché una zona per la ristorazione. Si ripropone così, per l'ennesima volta, la discussione che è alla base di mille litigi, da qualche anno a questa parte, a Verona: recupero da parte dell'ente pubblico, o intervento finanziario (con ovvia richiesta di un «ritorno» economico) da parte dei privati? L'assessore allo Sport, Marco Giorlo, spiega che l'ideale sarebbe far coesistere entrambe le cose. «Ho partecipato a molti incontri col Fai - ricorda Giorlo - ed apprezzo le loro proposte. Ma stiamo parlando di un'area grandissima, il cui recupero costerà milioni di euro. Il Comune, come sappiamo, di soldi non ne ha. E la società "Fair Play", che è già proprietaria (non dimentichiamolo) di una parte dell'area, ha presentato un progetto che prevede un investimento di circa 20 milioni di euro. Io credo - dice Giorlo - che privato e pubblico, in un'area così grande, possano benissimo convivere. Temo però che sia proprio il Fai a voler chiudere rispetto a questa possibilità. E sarebbe un grave errore». Non resta che attendere, dunque, per conoscere il destino di un'area tra le più significative, architettonicamente parlando, di Verona che da anni, però, è alla ricerca di una soluzione definitiva.