Il Comitato a Casali: «Accordo con troppi soldi a carico del Comune» VERONA L'Arsenale perde altri pezzi. Nei giorni scorsi, dai vecchi edifici all'interno dello storico sito asburgico sono caduti altri calcinacci, costringendo i tecnici comunali ad interdire l'accesso ad altre parti dell'area. È l'ennesima dimostrazione di quanto sia urgente intervenire. Ma i dissensi e il braccio di ferro sul «come» intervenire non calano d'intensità, anzi. Ieri mattina, a palazzo Barbieri, c'è stato un nuovo incontro tra il vicesindaco Stefano Casali ed una folta delegazione del Comitato per l'Arsenale, capitanata dall'ingegner Italo Monaco. Atmosfera di grande e reciproca cortesia, ma le posizioni non si sono avvicinate di un millimetro. «Il vicesindaco ci aveva promesso di mettere a disposizione dati e dossier - spiega Monaco - ma ora ci ha invece detto che tutte le carte sono secretate. E nel merito, l'unica novità sembra essere quella di una modesta riduzione dell'area da concedere ai privati, cui verrebbe dato non più il 60 ma il 55 per cento del complesso». Il Comitato ha peraltro mosso una nuova e pesante obiezione al progetto presentato dalle imprese Rizzani De Eccher e Contec, contestandone addirittura la legittimità. «In un project financing come questo - spiega l'ingegner Monaco - la legge prevede che i privati debbano mettere più del 50 per cento dei capitali investiti. Se la spesa totale è di 50 o di 55 milioni, come ci è stato detto, allora il Comune non può metterci più di 25 o 27,5 milioni. Ma palazzo Barbieri intende invece mettere i 12 milioni a disposizione, cui va sommato il valore della concessione in diritto di superficie. Se ai privati va più di metà dell'area, vuol dire che si parla di circa 11mila metri quadri, che ad un prezzo stimabile in 1.500 euro al metro quadro valgono 16 milioni e mezzo di euro. Aggiungendo i 12 messi a disposizione dal Comune, oltre i 28 milioni. Ben al di là della quota consentita dalla legge». Di fronte all'obiezione, Casali si sarebbe limitato a rispondere che «ovviamente se c'è illegittimità il progetto non si fa, punto e stop». Ma non è sembrato molto convinto. Dopo l'incontro, infatti, il vicesindaco ha ribadito la validità del progetto esistente. Aggiungendo una notizia: «La Contec - ha detto - ha deciso di organizzare una presentazione istituzionale del progetto, per illustrarlo a tutti i consiglieri comunali: una decisione - ha aggiunto Casali - importante e seria, anche per evitare polemiche fuorvianti. La non conoscenza del progetto - ha concluso il vicesindaco - rischia di dare atto a strumentalizzazioni non basate su fatti concreti, distogliendo l'attenzione da quello che è il nostro unico obiettivo, quello di salvare l'Arsenale dal degrado, valorizzandolo e restituendolo alla città nel migliore dei modi».