Sembrerebbe un'impresa quasi impossibile persuadere degli investitori stranieri a finanziare un progetto che indaghi sulla realtà archeologica di un piccolo paese nel profondo sud dell'Italia come Ruvo di Puglia. Eppure la giovane archeologa pugliese Daniela Ventrelli ce l'ha fatta e per questo una parte di questa regione non può che esserle grata. Lo scorso 21 gennaio nelle sale del Bureau de la Recherche de l'Enseignement supérieur et de la Vie étudiante della Mairie de Paris, il nome della giovane pugliese è risuonato tra quello dei vincitori del concorso di ricerca Emergence(s) 2013 promosso dal Comune di Parigi. Emergence(s) aiuta i giovani ricercatori a promuovere i propri studi sperimentali ed innovativi in un contesto generale di «emergenza» nel campo della ricerca scientifica. Ai dieci studiosi selezionati viene data la possibilità di creare una nuova équipe di ricerca o di sviluppare maggiormente una esistente da poco tempo. Daniela Ventrelli è l'unica straniera ad essersi aggiudicata il titolo, gli altri ricercatori che hanno vinto il concorso sono tutti francesi, tutte eccellenze provenienti dai più prestigiosi istituti di ricerca parigini come il Cnrs, l'Ecole Normale Supérieure o l'Université Pierre et Marie Curie; esperti in discipline differenti tra cui cosmochimici, biologi, medici, sociologi, matematici, informatici e geografi. Il progetto dell'archeologa barese, dal titolo tradotto «Rubi Antiqua (Ruvo di Puglia): Un nuovo sguardo sull'archeologia e il collezionismo nel XIXesimo secolo tra l'Italia del Sud e la Francia», ha dovuto competere con altri 90 progetti presentati da équipe di ricerca di tutta Europa ed è l'unico di natura più squisitamente umanistica rispetto a quelli degli altri vincitori relativi a discipline scientifiche e tecnologiche. «E' un sogno che si realizza, quando con il mio computerino e power point l'anno scorso mi sono presentata davanti a questa commissione di grandi esperti, capitanata da Laurent Kandel, segretario generale del Consiglio Scientifico di Parigi, nonché ideatore di questa importante iniziativa di mecenatismo, e mi sono sentita dire con larghi sorrisi che la mia proposta era realizzabile, non riuscivo a crederci», racconta Ventrelli, stupita da un modo di agire differente da quello che ha conosciuto nella nazione in cui è nata, dove purtroppo le idee e la ricerca incontrano grossi ostacoli. «Subito dopo stati loro ad organizzarmi degli incontri con i direttori dei musei parigini per darmi la possibilità di migliorare il mio progetto e concretizzarlo», aggiunge la studiosa. «Rubi Antiqua», in sintesi, si occuperà di studiare la realtà archeologica di Ruvo di Puglia nella sua particolare storia di antico sito peucezio che, nonostante abbia restituito alcuni tra i capolavori assoluti della ceramografia apula e attica, non è stato mai scavato scientificamente. «Quando sono arrivata a Parigi nel 2011 per un post dottorato all'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales, mi sono resa conto che alcune colleghe stavano studiando vasi di collezioni private francesi che provenivano da Ruvo di Puglia e ho deciso d'indagare come fossero arrivati qui e che rapporti c'erano allora tra i collezionisti italiani e quelli francesi», spiega l'archeologa. Nei primi anni dell'Ottocento a Ruvo di Puglia c'era un grande traffico di reperti archeologici, «alcuni cittadini all'epoca si sono dati allo scavo selvaggio e molti di questi vasi sono finiti sul mercato napoletano per poi essere venduti a collezionisti privati», continua la studiosa. In contemporanea alcuni dei più colti e appassionati cittadini ruvesi spendevano ingenti fortune pur di salvare incredibili reperti dalla dispersione all'estero, generando una sorta di competizione intellettuale e culturale, degna di quelle delle capitali europee dell'epoca. Tra queste c'era la famiglia Jatta, oggi, infatti, le opere salvate da questa famiglia fanno parte del museo Archeologico Nazionale Jatta di Ruvo di Puglia, unico esemplare in Italia di collezione privata ottocentesca rimasta tuttora inalterata dalla concezione museografica originaria. L'indagine che verrà condotta da Ventrelli riguarderà l'impatto di questo fenomeno sull'entourage dei collezionisti francesi della stessa epoca che, grazie all'acquisto di reperti provenienti proprio da Ruvo, costituirono il nucleo di importanti collezioni archeologiche poi confluite nei musei del Louvre e del Cabinet des Medailles di Parigi, e di altri Musei francesi. Il progetto si focalizzerà soprattutto sullo scambio culturale avvenuto tra i collezionisti dell'epoca italiani e francesi e il ruolo fondamentale del mercato antiquario napoletano nel tramite del passaggio dei vasi tra Ruvo e la capitale francese. Oggi Daniela Ventrelli, a 37 anni, dopo una laura in Lettere classiche e una specializzazione in Archeologia all'università di Bari, vive a Parigi dove è diventata il capo di un équipe di giovani ricercatori. Il progetto «Rubi Antiqua», in particolare, prevede un budget complessivo di 700 mila euro, che è già stato coperto per metà dal finanziamento del programma Emergence(s), per cui è in corso la ricerca di altri co-finanziatori. La Regione Puglia e il Come di Ruvo di Puglia sono dei futuri possibili partner, ma il progetto è aperto anche a imprenditori privati che vogliano investire nel progetto e aprirsi così una vetrina anche all'estero. Alla fine sarà allestita una mostra che coinvolgerà i principali musei di Parigi e che ha l'ambizione di superare anche i confini francesi. «Sono davvero colpita della sensibilità che il Comune di Parigi ha mostrato per la mia ricerca, da anni la famiglia Jatta si scontra con le istituzioni italiane per valorizzare questo patrimonio». Il progetto di Daniela Ventrelli presto offrirà una possibilità di lavoro anche a un ricercatore italiano: «In futuro prevedo un bando di concorso per un dottorato italiano da integrare in "Rubi Antiqua"». Magari sarà proprio un pugliese.
Corriere della Sera
5 Febbraio 2014
✓ Entità verificate
L'archeologa che indaga sull'asse Ruvo-Parigi
MI
Michela Ventrella
Corriere della Sera
La giovane archeologa pugliese Daniela Ventrelli ha vinto il concorso di ricerca Emergence(s) 2013 promosso dal Comune di Parigi con il progetto "Rubi Antiqua" (Ruvo di Puglia: Un nuovo sguardo sull'archeologia e il collezionismo nel XIXesimo secolo tra l'Italia del Sud e la Francia). Il progetto si occupa di studiare la realtà archeologica di Ruvo di Puglia, un piccolo paese nel profondo sud dell'Italia, e l'impatto di questo fenomeno sull'entourage dei collezionisti francesi della stessa epoca.
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