BARI I proprietari dei suoli su cui era stato edificato sul lungomare sud di Bari il complesso residenziale «Punta Perotti», ritenuto abusivo e quindi confiscato ed abbattuto nel 2006, hanno presentato al Comune un progetto di «Riqualificazione Ambientale, Paesaggistica ed Urbanisticà dell'area». Dopo una complessa vicenda giudiziaria arrivata sino alla Corte europea dei diritti dell'uomo, i suoli confiscati sono stati restituiti ai proprietari e lo Stato italiano è stato condannato a pagare un risarcimento multimilionario. Il progetto di riqualificazione è stato presentato dal Consorzio Parco Perotti, appositamente costituito tra le società Sudfondi e Mabar, che hanno chiesto la convocazione di una conferenza preliminare di servizi sul tema. «Il Consorzio Parco Perotti - è detto in una nota del consorzio - intende avviare la riqualificazione e sollecitare Comune, Regione Puglia e Soprintendenza alla definizione di una strategia complessiva condivisa»». Intanto il 13 febbraio in Consiglio comunale sarà discussa la delibera che vieta di costruire nell'area di Punta Perotti. Il progetto, secondo quanto riferisce la nota, prevede tra l'altro, «l'ampliamento del parco esistente con la realizzazione del Parco Costiero Urbano più grande d'Italia (200.000 mq con un fronte sul mare di 2,6 Km)». «L'arretramento degli edifici ed il loro allineamento all'edificato esistente; la riduzione delle volumetrie e delle altezze massime previste dal Prg».