Il missile «Air» punta verso il bersaglio della semplificazione legislativa, ma c'è il concreto rischio che resistenze buro-cratiche e politiche ne spengano anzitempo i motori. Il consuntivo di sei anni di sperimentazione, sotto governi di opposti colori, è stato infatti un sostanziale flop. Colpa, soprattutto, della scarsa collaborazione da parte dei ministeri. Per i non addetti alla pubblica amministrazione, Air sta per "Analisi dell'impatto della regolamentazione". Air per lo sviluppo. Chiusa la stagione dei collaudi, le norme che prevedono l'applicazione obbligatoria dell'Air a tutti i Ddl del Governo sono state finalmente inserite all'articolo 4 del disegno di legge sullo sviluppo. Come del resto chiedevano sindacati e imprese e come già accade da tempo in altri Paesi, quali il Regno unito, cui il ministro Franco Bassanini si era ispirato nel progetto originale. Obblighi ed eccezioni. L'articolo in questione stabilisce che «l'elaborazione degli schemi di atti normativi del Governo» sia sottoposta alla «valutazione preventiva degli effetti di ipotesi di intervento normativo ricadenti sulle attività dei cittadini, delle imprese e sull'organizzazione e sul funzionamento delle pubbliche amministrazioni, mediante comparazione di opzioni alternative». L'Air diventa così obbligatoria, ma vi saranno due categorie di eccezioni. Innanzi tutto quelle stabilite a priori da un successivo decreto, che potrebbe escludere per esempio le Leggi finanziarie, o le grandi riforme. Data l'accoglienza riservata in passato alle sperimentazione, c'è da scommettere che qui i ministri e le amministrazioni faranno a gara per escludere dall'obbligo alcuni provvedimenti di loro competenza. In secondo luogo, la legge assegna al Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi di Palazzo Chigi (Dagl) il potere di stabilire esenzioni motivate caso per caso, per esempio dall'urgenza di un provvedimento. Struttura «stellare». La struttura organizzativa dell'Air sarà "stellare", con al centro il Dagl e intorno le singole amministrazio-ni, che dovranno istituire ciascuna un proprio ufficio ad hoc. L'ufficio avrà il compito di dotare ciascuna proposta normativa di una valutazione di impatto, intesa non come supporto conoscitivo alla decisione politica. Il Dagl valuterà solo la correttezza metodologica delle relazioni Air che dovranno corredare le proposte delle singole amministrazioni (così come ora accade con le relazioni tecniche), le quali restano titolari di ogni valutazione di merito. Le leggi però, non passeranno se sprovviste del "bollino" Air. La fronda dei ministeri. Non resta che attendere l'iter del disegno di legge sullo sviluppo. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, il buon esito non è scontato. La collaborazione delle amministrazioni alle due sperimentazioni, con Bassanini e poi con Frattini, è stata pressoché nulla. Nel corso della seconda fase, il Dagl aveva chiesto ai vari ministeri di fornire in tutto una trentina di proposte normative ipotetiche, per sottoporre tre ad analisi. Le proposte non sono mai arrivate, nonostante i solleciti. «Il problema reale ha detto parlando a un recente convegno sulla qualità delle leggi il capo del Dagl Claudio Zucchelli è la resistenza delle amministrazioni e talvolta dei politici, ad introdurre questo strumento, che è vissuto ancora come un'indebita intrusione nella libera determinazione dell'autorità politica e dei vertici amministrativi da parte della società civile, ma soprattutto tecnici». Mentre andrebbe visto come contributo alla qualità e alla "non proliferazione" delle leggi. L'authority dell'energia. La Air non è un problema che riguarda solo i ministeri. La legge di semplificazione del 2003 ne prevede l'adozione anche da parte delle «autorità amministrative indipendenti», nell'emanazione di atti di loro competenza. Fra le prime a dare il buon esempio, l'Autorità per l'energia elettrica e il Gas. Che a fine marzo ha approvato le «Linee guida sull'introduzione dell'Air» e deciso di sottoporle a consultazione pubblica per raccogliere le osservazioni di operatori e associazioni. L'Authority di Ortis avvierà anche un test Air su due provvedimenti che verranno adottati nei prossimi mesi. Qualcosa si muove. FABIO CARDUCCI
Pubblica amministrazione : al via l'AIR, Analisi dell'impatto della regolamentazione
Il disegno di legge sullo sviluppo prevede l'obbligatorietà dell'analisi dell'impatto della regolamentazione, nota come Air, per tutti i Ddl del Governo. L'Air sarà una valutazione preventiva degli effetti di ipotesi di intervento normativo sulle attività dei cittadini, delle imprese e delle pubbliche amministrazioni. Vi saranno due categorie di eccezioni: quelle stabilite a priori da un successivo decreto e quelle motivate caso per caso dal Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi. La struttura organizzativa dell'Air sarà "stellare", con il Dagl al centro e le singole amministrazioni intorno.
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