Dopo una lunga trattativa è stato di fatto stipulato l'accordo che riguarda il ritorno dell'antico codice del 1200 uno dei tre grandi documenti legati al dominio incontrastato di Mainardo secondo alla sua antica collocazione nel Tirolo del Nord austriaco. Alla trattativa hanno preso parte il direttore dell'archivio provinciale di Innsbruck Wilfried Beimrohr, il vice direttore del Landesarchiv Christoph Haidacher, la direttrice dell'archivio provinciale di Bolzano Christine Roilo e la famiglia proprietaria del manoscritto, mentre per il Centro Studi di Roma erano presenti Marco Bettoni Pojaghi e Margherita Desideri, già bibliotecaria al Senato. Tecnicamente si tratta del codice IC 278 vale a dire Innsbrucker Codex 278 custodito sino al 1919 nell'Archivio provinciale di Innsbruck, confiscato dopo il Trattato di Saint Germain e inviato per errore a Trento, dove però non giunse mai. Sparito. Salvo rispuntare nel giugno scorso nell'archivio di una famiglia di Parma. il contenuto riguarda gli introiti e le uscite dei singoli uffici della contea, parcellizzata in giudizi e uffici, a dimostrazione dell'alto grado di monetarizzazione dell'economia che caratterizzava il Tirolo di Mainardo. Nel codice si parla di Innsbruck, Hall, Trento, Bolzano, Castelrotto, della Val Passiria, di Merano e di altre località ancora. Immediato l'interesse da parte dell'Austria allo straordinario ritrovamento portato a termine dal Centro Studi Fondo Sammlung Bettoni di Roma. L'opera è di grande rilievo e la sua scoperta ha suscitato clamore: anche perché è uno dei primi documenti del 1200 scritto a mano su carta, mentre in quell'epoca era abitualmente in uso ancora la pergamena. La famiglia proprietaria si è detta disposta a venire incontro a un accordo molto delicato con l'Austria per il rientro dell'antico codice a Innsbruck. Il contratto di restituzione è stato preparato dagli uffici del governo del Land Tirol e con grande pazienza tradotto alla famiglia proprietaria. La trattativa dovrebbe concludersi entro fine mese.