Accordo fatto, due anni di gestione VERONA L'area del Lazzaretto sarà affidata per due anni alle cure del Fai, il Fondo per l'Ambiente Italiano, che potrà subito iniziare i lavori per ripristinarne la sicurezza e l'agibilità: dopo di che, allo scadere del biennio, si studierà un'apposita convenzione per affidare in gestione la zona per un periodo più lungo. È questo il risultato della lunga riunione che si è svolta ieri mattina a Palazzo Barbieri, presenti l'assessore all'Ambiente, Enrico Toffali, affiancato dai dirigenti dei settori Ecologia e Affari Legali, e i rappresentanti del Fai, capitanati dal direttore generale nazionale del Fondo, Angelo Maramai, accompagnato dalla presidente provinciale, Anna Maria Conforti Calcagni e dall'architetto Anna Braioni, che da anni lavora ad un progetto di recupero della grande area verde di Porto San Pancrazio in cui si trovano i resti di un antico ospedale per i malati di peste nonché un tempietto del seicento attribuito al Sanmicheli. Sulla vicenda erano esplose nel 2102 vivaci polemiche, pro e contro un insediamento proposto da una società sportiva. Ma ieri mattina, appunto, è arrivato l'accordo, che ha visto, dopo due ore di riunione, la delegazione ambientalista decisamente soddisfatta. «L'accordo - spiega Anna Braioni - ci consentirà di valorizzare subito l'intera area, che rimane di proprietà del Comune di Verona ma viene data in gestione al Fai. Da subito si potrà lavorare per la messa in sicurezza, garantendo la fruibilità e restituendo il Lazzaretto alla città. Al termine di questo biennio - poi - si discuterà un'apposita concessione, per 9 o 19 o vedremo per quanti anni, come prevede l'articolo 112 del Codice dei Beni Ambientali». Angelo Maramai, direttore nazionale del Fai, spiega a sua volta che «l'Amministrazione comunale mi pare abbia un atteggiamento molto positivo sui progetti per 24 mesi che abbiamo presentato. Prevediamo una serie di interventi immediati, in modo da rendere fruibile l'area al più presto. Sono interventi abbastanza semplici, ma fondamentali per restituire davvero questo bene prezioso alla città di Verona, conciliando la fruizione culturale con i valori ambientali e con un utilizzo sociale della zona». Sorridente e soddisfatta anche Anna Maria Conforti Calcagni, che per questo progetto si è battuta instancabilmente: «Con un gigante come il Fai nazionale alle spalle - spiega - possiamo pensare in grande, puntando anche ad ottenere fondi europei con cui realizzare altre opere importanti: penso a una passerella sull'Adige, per garantire il continuum di fruibilità delle due sponde, e penso ad un luogo d'incontro in cui tenere riunioni e da cui far partire visite ad un sito che è di eccezionale bellezza ma anche di altissimo valore culturale. E vorrei ricordare che non si parte da zero: noi già oggi gestiamo gli orti esistenti, e in questo modo possiamo subito garantire una presenza continua, il cui valore è facilmente comprensibile anche ai fini della sicurezza in quell'area».